Vivere e morire dentro Red Dead Redemption 2 –


DOPO sei anni di sviluppo e oltre tremila persone coinvolte nel progetto, arriva su console Red Dead Redemption 2, il nuovo kolossal targato Rockstar Games. La software house di Grand Theft Auto (Gta), una delle più note del settore, abbandona la contemporaneità e torna al selvaggio west già visitato nel 2010. Ma stavaolta l’impegno produttivo è senza precedenti.

Di Red Dead Redemption 2 stupiscono le proporzioni: il videogame corre per oltre sessanta ore seguendo le vicende del fuorilegge Arthur Morgan e della banda a cui appartiene. Nel corso dell’avventura il gruppo si sposta da un capo all’altro di una mappa sconfinata, replica delle grandi regioni dell’America. Dai Canyon aridi della frontiera alle vallate verdeggianti degli stati centrali, fino alle paludi della Louisiana.

Paesaggi riprodotti con una grafica potente, maestosa, dove si svolge una storia western di alto livello. Inesauribili le citazioni ai film di Sergio Leone così come ai classici di Sam Peckinpah. Da Ombre Rosse fino a Il Grinta, Red Dead Redemption 2 è un’enciclopedia interattiva del genere che racconta con un tocco di malinconia la fine dell’epoca dei cowboy. C’è spazio anche per l’ultimo Tarantino: l’avventura comincia in una cittadina completamente coperta dalla neve, mettendo in scena la stessa tensione che si avverte nelle sequenze di The Hateful Eight. Tarantiniane sono anche le musiche, che inseguono le sonorità di Ennio Morricone ma non dimenticano innesti elettronici.

A qualche settimana di distanza dalla nostra prova esclusiva, il lavoro sull’intelligenza artificiale è meno incisivo del previsto. Il team di sviluppo aveva promesso la possibilità di parlare con tutti i personaggi presenti nel mondo di gioco, per “poter interagire non solo attraverso le sparatorie”. Le reazioni che si possono ottenere dalle figure che si incontrano nel gioco risultano però prevedibili anche se la qualità è tale da potersi considerare comunque di un passo in avanti rispetto a tanti altri videogiochi a “mondo aperto”.

Dalle battute di caccia alla gestione della cavalcatura, tutto è realizzato in maniera coerente e realistica. Il sogno di Red Dead Redemption 2 è quello di costruire una sorta di Westworld del videogioco: un mondo digitale credibile, pieno di avventure sempre diverse e di personaggi memorabili. Un immenso spazio narrativo in cui perdersi. Il risultato è l’universo digitale più vivo, denso e credibile mai realizzato. Un’esperienza che sottolinea quanto unici e potenti possano essere gli strumenti espressivi del videogame quando realizzati ad arte. Anche se difficilmente riuscirà a bissare il successo commerciale di Gta V, che con oltre 95 milioni di copie ha infranto ogni record.

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Mario Calabresi
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