«Vietato adagiarsi, serve continuità» –


GENOVA “Il dito fa male. La vite impiantata nella mano verrà tolta tra una decina di giorni”. Davide Biraschi, difensore del Genoa, fa il punto della situazione in casa rossoblù ai microfoni del sito ufficiale del Grifone: “Il gol?In passato sono andato vicino a segnare” spiega Davide Biraschi. “Non è nelle mie corde, devo lavorarci su. Attenuanti? Non sono molto alto e non ho la consegna di sganciarmi sulle palle inattive…Poche opportunità. Un piccolo sassolino che vorrei togliermi… La partita con la Juventus? Dopo il match ho ripensato al percorso fatto. Mi sento un altro giocatore rispetto all’arrivo. Devo molto ai compagni e agli insegnamenti dei tecnici che si sono succeduti. A partire da mister Juric. E’ stato decisivo per la crescita determinando un salto di qualità nella mia carriera. Fu lui a spingere la società a prendermi e a volermi fortemente qui a Genova”.

JURIC “Il mister propone un calcio aggressivo, agonistico, dispendioso fisicamente. Allenarsi al massimo in settimana è l’abc, altrimenti la domenica si fa fatica. Serve abitudine alla sofferenza, credere nel suo lavoro. Commetteremmo un errore, a livello di mentalità, se ci adagiassimo sulla prestazione di Torino. Abbiamo esigenza di dare continuità e riscattare la sconfitta con il Parma. Occhio che la classifica è bugiarda. Hanno giocatori di gamba e tecnica in attacco. Elementi come De Paul, Lasagna e Fofana possono fare male…”.



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