«Via dalla Reggia con rammarico» –


È stato un grande amore. È durato tre anni.
«Poco per un manager. Troppo poco per vedere realizzati
progetti», dice. Mauro Felicori e la Reggia di Caserta, una
separazione anticipata di un anno, oggi è l’ultimo
giorno da direttore. Come ogni grande amore finisce tra rimpianti e
amarezze, soddisfazioni e gioie. Felicori, bolognese di 65 anni e
sette mesi portati con giovanile eleganza, sta preparando gli
ultimi cartoni senza saluti ufficiali, feste e commiati. Non
è cosa da poco se un bolognese si sente un po’
casertano, al di là degli onori che gli sono stati tributati
e dei risultati che gli sono stati riconosciuti, per lui abituato
da 50 anni a girare per musei. A Caserta, che gli darà la
cittadinanza onoraria, un panino, un cocktail, un cioccolattino
porteranno il suo nome. Ieri sera un architetto e un ingegnere,
Claudio Calabritto e Domenico Napolitano, gli hanno consegnato una
statuina che lo rappresenta. Domenica scorsa Felicori ha celebrato
il matrimonio di taglialatelle e mozzarella con nuovi amici di
giù e amici arrivati da Bologna. «A Bologna mi
vogliono bene di più da quando sono qui», sorride.
«In qualche modo resterà in Campania, dalla Regione
non se lo lasceranno sfuggire uno così», dicono in
molti.

È così?
«Vedremo. La mia vicenda è la metafora di una certa
approssimazione amministrativa: il ministero mi ha proposto un
contratto di quattro anni che, alla luce dei fatti, non poteva
propormi. Questa riduzione inattesa è stata un dispiacere
professionale ma anche un danno per tutti. La legge già
scadente e applicata male ha interrotto il mio percorso
professionale: mi sento anziano per tante cose ma non per il
lavoro. Sono un direttore che ha vissuto a Caserta, ne ha respirato
l’aria, ne ha condiviso modi di vivere, ha dormito qui: non si
può fare il direttore della Reggia se non
così».

Parliamo dei risultati.
«Un numero: 930mila visitatori paganti, erano meno della
metà, non paganti, quando arrivai. Con un anno in più
sarei arrivato a un milione. Ma alla Reggia auguro di avere presto
il miglior direttore del mondo».

Chi arriverà al suo posto con incarico ad interim
dal ministero?

«Non ho idea. Per il bene della Reggia sarebbe stato meglio
inviare già un anno fa chi avrebbe dovuto sostituirmi per
impadronirsi del mestiere».

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Mercoledì 31 Ottobre 2018, 10:40 – Ultimo aggiornamento: 31-10-2018 10:41
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