Usa, sui pacchi bomba la parodia della bandiera dell’Isis e i nomi storpiati


Emergono i primi elementi dalle indagini sui pacchi inviati a numerose personalit americane. Dati tecnici che possono aiutare gli investigatori ad arrivare a chi li ha spediti. Attorno molte polemiche sui toni della politica, con una scontata battaglia verbale tra democratici e repubblicani. Intanto ne stato trovato un altro indirizzato al palazzo di New York che ospita il ristorante e gli uffici dell’attore Robert De Niro, al numero 375 di Greenwich Street. Sembra che sia simile a quelli intercettati ieri.

Senza avventurarci nella caccia al colpevole segnaliamo alcuni punti.

1)Gli ordigni presentano molti punti in comune, probabilmente messi a punto dalla stessa mano che ha utilizzato componenti che di solito compaiono in questo tipo di “trappole”, reali o presunte.

2)Erano composti da normali sezioni di tubo sigillate, riempite di polvere tratta da fuochi d’artificio e schegge di vetro. Attaccato un orologio digitale che avrebbe avuto la funzione di timer. Ma, ad ora, l’Fbi non sicura che potessero esplodere e, secondo alcune fonti, si ipotizza anche che si tratti di “copie” o meglio di oggetti che dovevano somigliare a bombe vere. Il pacco recapitato al governatore di New York, Cuomo, non conteneva nulla di esplodente, ma un file riguardante i Proud Boys, gruppo di estrema destra protagonista di uno scontro fisico con attivisti anti-fascisti.

3)Sull’ordigno inviato all’ex direttore della Cia, Brennan, alla Cnn c’era un adesivo che raffigurava una parodia della bandiera dell’Isis e i profili di tre ragazze, pi una scritta, “Gete Er done” Si tratta di una trovata – specificano i media – lanciata nel 2014 negli ambienti dell’estrema destra americana. Un altro particolare: il nome di Brennan era storpiato (mancava una n). E tutti gli indirizzi sono stati scritti con un computer.

4)In totale sono stati inviati almeno 7 plichi, gli inquirenti non escludono che ve ne possano esserne altri. Da qui l’avviso a stare in guardia. Del resto uffici postali e corrieri privati sono di solito in guardia contro questo tipo di minaccia anche se casi appaiono in calo rispetto al passato. L’ultima cifra rileva 335 episodi di esplosioni nel corso del 2017.

5)L’inchiesta procede alla raccolta di eventuali impronte, DNA, esegue comparazioni con altri eventi, studia le caratteristiche del dispositivo, esamina telecamere di sorveglianza. Di solito – affermano gli esperti – restano molte tracce interessanti

25 ottobre 2018 (modifica il 25 ottobre 2018 | 14:39)

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