un mondo con lo sport al centro –


Salire in sella alla propria bici, dare l’ultimo controllo al casco per accertarne l’ancoraggio, controllare gli scarpini e poi dimenticarsi di tutto, dei rumori, dei malumori dei giorni precedenti, del passato e del futuro. Concentrarsi solo su quella strada che ha, come ostacoli, solo altre persone come te. La consapevolezza delle proprie forze, la volontà di spingerle ogni i propri limiti. La minaccia di cadere nel pensiero “non posso farcela” e la forza di allontanarlo.

Chissà quante volte Jenny ha respirato tutto questo, chissà quante altre volte lo vivrà e chissà quanti altri sorrisi e lacrime di gioia riempiranno d’orgoglio i nostri cuori di italiani.    

Quando si parla di un’atleta argento mondiale è difficile pensare che il suo inizio sulle due ruote si basi su un “solo”, “solo un sistema per recuperare dopo un intervento”. Da quel momento, passione, sacrifici e dedizione l’hanno portata a Rio 2016, a competere con le più grandi atlete al mondo.

Il motivo per cui Jenny era scappata dal nuoto è lo stesso che l’hanno portata alle due ruote, ”nascondere la sua diversità”, la speranza iniziale era di trovare una disciplina che le permettesse di passare più inosservata.

Invece, “pedalata dopo pedalata è invece nata una vera e propria passione” non più in grado di abbandonarla.

Nonostante il crescente medagliere, costellato di argenti e bronzi internazionali, Jenny non è cambiata e veste con orgoglio tanto la maglia nazionale quanto la maglia di Decathlon.

Proprio al momento in cui combatteva per conquistarsi un posto nel team azzurro capitanato da Zanardi associa uno dei momenti più brutti della sua carriera, quando, “in preparazione per una coppa del mondo –  corsa con la maglia della squadra amatoriale, non ancora in nazionale ma in fase di osservazione – un brutto incidente con un’auto comportò mesi di stop e la paura di dire addio al sogno azzurro”.

 

L’”essere una capo tosta”, come lei stessa si definisce, l’ha portata anche al momento più bello della sua carriera: “la mia prima gara in maglia azzurra” ci racconta “fu il mondiale in Svizzera del 2015, quando oltre al “peso” di rompere il ghiaccio con la nazionale direttamente con un mondiale avevo la consapevolezza di non potevo aspettarmi una medaglia. Il percorso era molto duro e fu proprio sulla salita più impegnativa che feci la differenza. Ogni volta che guardo la foto di me sul podio  a braccia alzate che sorridevo non riesco a non riprovare quella gioia che oggi definisco unica”.

Unica, come ricorda il capitano del suo secondo team, il direttore di Decathlon Perugia, che, ricorda “l’entusiasmo e la passione che aveva negli occhi quando parlava di sport, la determinazione che la spingeva ad affrontare gli ostacoli per raggiungere gli obiettivi che si era prefissata tra cui le olimpiadi di Rio!”

E sulle ragioni per farla entrare in squadra Granfondo Campagnolo Roma e Decathlon sono perfettamente allineate. Infatti, ricorda il direttore,  “Non potevo non accogliere nella nostra famiglia di Decathlon una sportiva con tanta passione e cosi motivata come lei!”

 

Jenny ha lo sport “nelle vene”, come richiama il suo direttore, ed una “una sensibilità che la rende davvero speciale quando organizza eventi sulle 2 ruote che coinvolgono i più  piccoli!”. Ciò crea un’occasione unica, tanto per i bambini che si divertiranno all’area Kids del 12, 13, 14 Ottobre quanto per i genitori perchè lo sport può essere e deve essere vita.

Questi attributi sono gli ingredienti fondamentali alla base non solo dei suoi successi ma anche dell’invito di Granfondo Campagnolo Roma.

Infatti, la solarità, passione ed il gran cuore sono gli elementi che contraddistinguono i corridori CRVII, che, oltre alla competizione, leggono nell’evento l’amore per le due ruote.

Perchè è vero che nessuno deve temere – quotando il direttore del punto vendita Decathlon dove l’atleta lavora – più delle sue avversarie in pista, ma, allo stesso tempo è una ragazza sorridente e umile, caratteristiche che la contraddistinguono sia nella vita di tutti i giorni che quando é in sella”.

 

Inoltre, ad un’atleta che alla domanda “Se io dico Tokyo, tu dici?”, “la seconda possibilità di vedere lo stemma penta-anellato” ed alla domanda “e se io dico Roma, tu dici?” risponde “Granfondo Campagnolo Roma”, capendo subito i suoi valori e riassumendoli in poche efficaci parole:  “prima della competizione mette condivisione, gioia, passione, tra l’altro in uno scenario bellissimo, quello che della nostra capitale”.

A Roma lei pedalerà i 60KM, l’”in bici ai castelli”. Granfondo Campagnolo Roma è sicura di vedere il sorriso illuminare il suo volto ad ogni step del percorso, come è certa illuminerà ogni persona abbia scelto la cicloturistica di 25km nel centro storico, la 60km o la Granfondo di 120km!

 



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