Un anno di #MeToo: così dopo il caso Weinstein è cambiato tutto


Una manifestazione  per i diritti delle donne a Chicago (Ap)
Una manifestazione per i diritti delle donne a Chicago (Ap)


Il condizionale è necessario, anche per le teste già cadute. Per tutti, la pubblica gogna è arrivata prima dei giusti processi che magari mai ci saranno, perché se c’è una cosa che lo scandalo ha imposto all’attenzione è che i reati sessuali sono difficili da dimostrare e quasi ovunque vanno in prescrizione prima che le donne abbiano trovato il coraggio di denunciare.

Questo è il nodo da sciogliere affinché di questa vicenda non resti solo l’aneddotica del bruto che apre l’accappatoio e chiede un massaggio o la fobia anche solo di salutare qualcuno con un bacetto. Ce n’è bisogno, perché dopo quel 5 ottobre, c’è stato il 15 ottobre, con l’attrice Alyssa Milano che lancia su Twitter l’hashtag #MeToo e riceve in una notte 30 mila risposte di donne che dicono anch’io, è successo anche me. E sono operaie, impiegate, donne comuni e non solo nomi noti.

5 ottobre 2018 (modifica il 5 ottobre 2018 | 10:49)

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