Ucciso in galera l’ultimo gangster Il più pericoloso dopo Bin Laden –


Era l’ultimo gangster vecchia maniera, un pò C’era una volta in America e un po’ Quei bravi ragazzi, inafferrabile, spietato, implacabile, inesorabilmente fuori tempo. James Bulger, detto Ottey, «lo slavato», è stato eliminato in carcere, come si conviene a un boss, all’Usp Hazelton, una prigione di massima sicurezza di Bruceton Mills nel West Virginia, che a lui, evidentemente, la sicurezza non l’ha garantita per niente. Lo hanno trovato in cella senza vita, sospettano di uno dei suoi compagni immanicato con la mafia. Il movente ancora non si sa, ma uno vale l’altro. Lo slavato aveva quasi novant’anni, al massimo poteva difendersi dalle mosche, ma di lì, incriminato per diciannove omicidi, dichiarato colpevole per undici e condannato a due ergastoli, non sarebbe uscito più. È evaso alla sua maniera, il carcere del resto gli è sempre stato stretto.

Bulger, figlio di uno scaricatore di porto canadese e di una casalinga immigrata dall’Irlanda, è stato per quasi vent’anni anni la primula rossa d’America, il most wanted dei most wanted, la taglia sulla testa più alta dopo quella su Bin Laden. Era il capo della Winter Hill Gang, una banda che guidava la mafia irlandese di Boston, specializzata in gioco d’azzardo, estorsione e traffico di droga, ma in realtà era molto di più: un mito sinistro dell’America maledetta, l’imprendibile bandito dagli occhi di ghiaccio, così popolare da meritare due film, come un vero divo: The Departed, diretto da Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio a dargli viso e corpo, quattro Oscar portati a casa. E Black Mass dove è un altro bellissimo, Johnny Depp a dargli un’identità cinematografica, visto che nella vita nessuno sapeva quale fosse. Lo hanno catturato sette anni fa in un appartamento di Santa Monica in California doveva viveva sotto una delle sue cento false identità. Anche per l’Fbi, di cui era informatore, ma solo per sgominare le gang avversarie, era arrivata l’ora di chiudere i conti con lui.

Non ha lasciato amici. Patricia Donahue, moglie di una delle sue vittime, ha dichiarato: «Aprirò una bottiglia di champagne: sono felice che quel bastardo non abiti più questa Terra».



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