Trump, crociata contro lo ius soli –


Trump sbotta contro lo ius soli americano. «Siamo l’unico Paese al mondo dove una persona viene, ha un figlio e questo bambino è essenzialmente cittadino degli Stati Uniti per 85 anni con tutti i benefici». Così il presidente attacca lo ius soli, garantito dal 14esimo emendamento che sancisce che è cittadino americano chiunque nasca nel Paese, e che è stato l’architrave della costruzione nazionale degli Stati Uniti come terra di immigrati.

«È ridicolo e deve finire, è stato avviato il processo e lo faremo con un ordine esecutivo», ha detto Trump intervistato da Axios per un documentario in quattro puntate che andrà in onda, a partire da domenica prossima su Hbo, rivelando un piano per una revisione dell’interpretazione del 14esimo emendamento teso a negare la cittadinanza ai figli di migranti senza documenti o con visto temporaneo.

«Mi è sempre stato detto che c’è bisogno di un emendamento costituzionale, ma sapete cosa? non c’è bisogno», ha aggiunto Trump, sfidando le critiche e le obiezioni che arriveranno dai costituzionalisti. «Si può definitivamente fare con un atto del Congresso, ma ora mi dicono che si può fare anche con un decreto esecutivo». 

Le dichiarazioni di Trump, di chiaro sapore elettorale, sono destinate ad un’alzata di scudi da parte di politici e costituzionalisti americani. Senza contare che non sono corrette, dal momento che decine di Paesi riconoscono lo ius soli, a cominciare dai vicini, ed anche Paesi di immigrazione, Canada e Messico. Se Trump passerà dalle parole ai fatti, una mossa del genere avrebbe un effetto politicamente e demograficamente dirompente, e sicuramente avvierebbe una battaglia legale che con ogni probabilità arriverebbe alla Corte Suprema dove Trump si è appena aggiudicato la maggioranza di giudici conservatori con la controversa ratifica di Brett Kavanaugh.

La maggioranza di costituzionalisti ed esperti di leggi sull’immigrazione ritengono che il presidente non abbia il potere di abolire per decreto lo ius soli, ci sono dei giuristi conservatori che sostengono che il 14esimo emendamento – «tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti, e quindi soggette alla loro giurisdizione, sono cittadini degli Usa e dello stato in cui risiedono» – non deve essere applicato ai figli di immigrati senza documenti o con visti temporanei.

John Eastman, del Chapman University’s Center for Constitutional Jurisprudence, ha affermato che il 14esimo emendamento – che fu ratificato nel 1868 con l’obiettivo di riconoscere e tutelare i diritti degli schiavi liberati – dovrebbe valere solo per i cittadini e per chi ha ottenuto la green card, il permesso di soggiorno permanente. Il ragionamento indica la strada che starebbe valutando la Casa Bianca per un intervento di smantellamento dello ius soli attraverso decreto esecutivo.

Secondo quanto ha spiegato recentemente al Washington Post Michael Anton, ex funzionario del consiglio di Sicurezza di Trump, un ordine del genere «specificherebbe alle agenzie federali che i figli di non cittadini non sono cittadini» per il semplice fatto che sono nati sul suolo americano.

La Casa Bianca starebbe esaminando con il dipartimento di giustizia anche di modificare le leggi sull’asilo e di impedire alla carovana di migranti centroamericani di entrare negli Usa, ad esempio chiudendo le frontiere.

LA MARCIA

I migranti che vogliono chiedere asilo politico entrando nel paese attraverso una carovana finiranno in tendopoli costruite vicino al confine Lo ha detto il presidente Trump in un’intervista a Fox News. «Non li lasceremo entrare nel paese – ha sottolineato – se fanno richiesta di asilo politico saranno trattenuti (in tendopoli, ndr) fino all’inizio del processo». Le tendopoli saranno belle, ha detto il tycoon, precisando però che non spenderà centinaia di milioni di dollari in strutture per ospitare chi resterà detenuto in attesa dei risultati della richiesta di asilo politico. «Installeremo tende ovunque – continua – aspetteranno e se non otterranno asilo dovranno andare via».



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