«Speravo che nessuno vivesse così» –


«Speravo che nessuno avesse mai più dovuto provare l’orrore che mi porto addosso dal 30 gennaio scorso e che mi accompagnerà ogni giorno della mia vita, che vita più non è. Invece è accaduto di nuovo. Desirée come la mia Pamela: due ragazzine che si affacciano alla vita con un bagaglio di fragilità troppo pesante per loro ed invece negate alla vita nel modo più brutale».

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Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro, la cui tragica morte è stata più volte accostata a quella di Desirée Mariottini, ha scelto Storie Italiane di Eleonora Daniele su Rai1 per recapitare una lettera, indirizzata alla famiglia e alla madre della sedicenne di Cisterna di Latina, rinvenuta morta il 19 ottobre in uno stabile abbandonato nel quartiere romano di San Lorenzo.

«La loro breve storia terrena mi sembra sia stata stravolta e mistificata – prosegue Verni riferendosi sia alla figlia Pamela, sia a Desirée -. L’attenzione sta rischiando di essere spostata. Da vittime innocenti di istinti bestiali e feroci a strumenti di ideologie e pensieri distorti. Troppe volte ho letto e sentito dire ‘però Pamela era una tossica, dov’era la famiglia?’ No, questo non lo accetto».

Infine Alessandra Verni racconta la figlia Pamela e conclude: « Pamela era solo una ragazza che aveva un disperato bisogno di aiuto. Pamela era malata, le era stato diagnosticato un grave disturbo border line e la sua patologia l’ha fatta scivolare velocemente dalla ribellione alla droga. Si era innamorata del ragazzo sbagliato, sperava di farlo uscire dal tunnel della dipendenza e invece ne è stata travolta lei. Pamela, però, voleva guarire a tutti i costi: prendeva farmaci potentissimi perché contava di farcela e per questo era andata volentieri in comunità, per cercare di rinascere. Pamela voleva fare la criminologa ma il destino si è preso beffa di lei».



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