Spalletti: «L’Inter deve fare la partita a Barcellona, Miranda gioca dal 1’»


«Quando incontri il Barcellona, dove c’è talento in qualsiasi parte del campo, una delle squadre più forti del mondo e giochi al Camp Nou, è il Barcellona favorito». È il pensiero di Luciano Spalletti alla vigilia della sfida contro blaugrana privi di Messi, «un calciatore differente che, quando pensi di aver visto tutto nel calcio, arriva e ti fa vedere cose diverse».

«Noi dobbiamo avere grande autostima purché non sconfini nell’arroganza solo perché stiamo passando un buon momento perché dentro la partita di domani non portiamo questo momento – sottolinea ancora il tecnico dell’Inter – Non dobbiamo subire la partita, parte tutto da lì. Dobbiamo avere la personalità di andare ad affrontare quello che ci capiterà dentro la gara. L’ultimo risultato non indebolisce il Barcellona, dobbiamo rifare quello che abbiamo fatto nelle ultime partite e ripartire dall’essere umili ed essere disponibili a fare una partita di grande fatica, di grande spessore mentale e portare in campo l’amore per questo sport e per il pallone. Con Messi sarebbe stato un Barcellona ancora più forte ma resta una grande squadra ugualmente. Noi dobbiamo essere una squadra di grande livello, di grande spessore, che non diventa succube dell’avversario». Fra i candidati a sostituire Messi c’è Rafinha. «Lo ringrazio per quello che ha fatto per noi lo scorso anno, mi farebbe piacere se giocasse anche se so che poi ci creerebbe dei problemi».

«Brozovic ha ancora qualche fastidio mentre Perisic sembra aver smaltito una buona quantità del gonfiore della botta presa. Miranda gioca», il tecnico offre indicazioni di formazione. «Lautaro per Nainggolan? Non mi sembra un buon banco di collaudo, è piuttosto una situazione dove dobbiamo tirare fuori gli attrezzi del mestiere – replica – È una grande occasione e dovremo mettere dentro tutte le attenzioni e conoscenze che abbiamo per riuscire a sfruttarla». I tre punti «potrebbero essere fondamentali per la qualificazione ma comunque non sarebbe matematica. Di sicuro si possono fare dei passi avanti e bisogna avere la convinzione di potersela giocare».

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 19:15)

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