Siria, libero giornalista giapponese rapito dall’Isis


Il governo di Tokyo ha confermato che il giornalista giapponese Jumpei Yasuda, 44 anni, rapito in Siria nel giugno del 2015, stato liberato. Lo ha annunciato il segretario di gabinetto del governo giapponese Yoshihide Suga, durante una conferenza stampa. Il Giappone stato informato dalle autorit del Qatar sulla liberazione di Yasuda che si troverebbe al momento in un centro di immigrazione ad Antakya. Il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha escluso il pagamento di un riscatto da parte del governo, spiegando che l’operazione si resa possibile grazie all’influenza del Qatar sulle milizie islamiche e l’aiuto della Turchia neI negoziati

Yasuda era comparso in un video diffuso dai miliziani dell’Isis la scorsa estate insieme all’italiano Alessandro Sandrini, 32 anni, di cui non si anno ancora notizie. Yasuda aveva iniziato a lavorare in Medio Oriente come freelance negli anni Duemila. Nel 2004 era stato preso in ostaggio in Iraq insieme ad altri giapponesi e fu poi liberato grazie alla mediazione di alcuni religiosi locali. Nel 2015 andato in Siria insieme al collega giapponese, Kenji Goto, che stato decapitato nel dicembre dello stesso anno, subito dopo la loro cattura. Nel 2004 era stato rapito anche in Iraq e rilasciato con altri tre ostaggi giapponesi.

24 ottobre 2018 (modifica il 24 ottobre 2018 | 14:27)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/esteri.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *