San Giovanni, ecco la stesa di cittadini contro la camorra –


L’ennesima “stesa” a San Giovanni a Teduccio. Non della camorra, per fortuna, ma quella di un centinaio di giovanissimi delle scuole del quartiere di Napoli Est che, insieme ai loro insegnanti, hanno manifestato nelle strade dove la criminalità organizzata irrompe troppo spesso con la violenza armata.

Si è svolta questa mattina l’iniziativa voluta dalla rete Zeta, gruppo di realtà associative della zona orientale, su una idea di Francesco Di Leva e Adriano Pantaleo, attori del Nest, il teatro di periferia, officina di numerosi talentuosi artisti. Un evento nato anche grazie alla sinergia tra le forze sane del territorio coordinatesi insieme al Comune di Napoli e alla VI Municipalità. Stamane c’erano tanti bambini e ragazzi ospitati, viste le difficili condizioni meteorologiche, nella chiesa di San Giuseppe e Madonna di Lourdes di piazza Capri, guidata da don Modesto Bravaccino. Le panche erano tutte piene, anche diversi cittadini e rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte all’evento: c’erano gli assessori comunali Gaetano Daniele e Ciro Borriello e alcuni consiglieri dell’ente municipale.

Anche gli attori Patrizio Rispo e Annalisa Renzulli hanno recitato delle poesie ma soprattutto hanno spiegato ai più giovani l’importanza di impegnarsi e lottare contro la violenza attraverso la cultura: quella dei diritti e della non violenza. Dall’altare, improvvisato a palco, è stata anche sottolineata la necessità di sicurezza per il quartiere nella periferia orientale della città dove si sono registrati numerosi atti criminali di stampo camorristico. Con forza è stata evidenziata la voglia di non cedere e di non rassegnarsi ai soprusi e al terrore dei clan che si contendono le piazze di spaccio e la gestione di altre attività illecite e dai quali traggono profitto numerose famiglie. 

 

Nonostante la pioggia i giovanissimi hanno marciato lungo le strade di San Giovanni. Il frastuono dei tamburi ha rotto il silenzio delle stradine incastrate tra le palazzine del rione “Nuova Villa” tra le quali si sono consumate le terribili sparatorie della camorra. Così l’iniziativa “Più saperi, meno spari” ha avuto il suo senso di fronte all’indifferenza di tanti. I veri protagonisti di questa giornata sono stati gli alunni delle scuole Vittorino da Feltre, Scialoja Cortese e Sarria Monti che hanno intrattenuto il pubblico con diverse esibizioni: canto, poesie, pensieri. Parole e gesti per esprimere la loro convinzione: un “no” alla camorra e alle violenze. Sono stati loro a distribuire per strada dei bigliettini sui quali sono stati riportati pensieri sulla legalità e sul vivere civile.

I ragazzi intervenuti oggi, nelle ore di didattica, partecipano ordinariamente a percorsi tenuti dalle realtà del territorio. Cooperativa Sepofà, Agisco, Studenti Contro la Camorra, Terra di Confine, Figli in Famiglia, associazione Gioco, Immagine e Parole e associazione Aurora sono alcune di queste. «Abbiamo continuato a lavorare sul territorio cercando un’interlocuzione con Prefettura e Comune, chiedendo loro di fare la propria parte. A distanza di sei mesi le stese sono continuate» denunciano le realtà di Zeta. «Le scuole – sottolineano – sono le prime a rispondere a questi appelli».

 

Qualcosa è cambiato di fronte agli sforzi di tanti attivisti e cittadini che avanzano anche diverse richieste: occorre, secondo loro, una maggiore attenzione per la periferia con una presenza delle forze dell’ordine più efficace, una videosorveglianza nei luoghi sensibili e una attenzione politica a questa parte di città. Non sono mancati i controlli da parte delle forze dell’ordine con un blitz che, nelle ultime ore, ha permesso il sequestro di armi e droga.


Lunedì 29 Ottobre 2018, 15:41
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