salta aumento fondi famiglia –


La manovra di governo approderà nell’Aula della Camera tra il 29 ed il 30 novembre. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Nelle giornate del 21 e 22 novembre non ci saranno sedute d’Aula per consentire alle commissioni l’esame della Manovra. La nuova bozza del testo contiene in totale 108 articoli, contro i precedenti 115, per 77 pagine (testo integrale).

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Fondi alla famiglia, niente aumento. Salta l’incremento al fondo per la famiglia: la nuova bozza datata 30 ottobre non contiene la misura che aumentava gli stanziamenti di 100 milioni all’anno dal 2019, così come invece previsto dalle versioni precedenti della legge di bilancio. La norma prevedeva il sostegno a misure in favore della natalità, della maternità e della paternità per contrastare la crisi demografica.

Pressing sui vitalizi nelle Regioni. A quanto apprende l’Adnkronos, il M5S sta lavorando per far entrare in legge di bilancio la norma che taglia i vitalizi anche agli eletti nelle Regioni. In particolare, la norma in questione prevedrebbe una riduzione di ben l’80% dei trasferimenti per quelle Regioni che non tagliano i vitalizi di governatori e consiglieri regionali, «senza ovviamente toccare -assicurano fonti di governo 5 Stelle- la sanità, i disabili, la scuola e altri servizi essenziali».


 



«Riduzione dei costi della politica nelle Regioni a statuto speciale, ordinario e nelle province autonome». Questo il titolo dell’articolo 76 inserito dalla maggioranza M5S-Lega nell’ultima versione della legge di bilancio, aggiornata al 30 ottobre, in possesso dell’Adnkronos. A dimostrazione della serrata trattativa sul tema, nella bozza campeggia evidenziata in giallo, insieme al titolo dell’articolo, la dicitura «in attesa di valutazione politica». Testualmente l’articolo 76, comma 1, prevede che «ai fini del coordinamento della finanza pubblica e per il contenimento della spesa pubblica, a decorrere dall’anno 2019, una quota pari all’80 per cento dei trasferimenti erariali a favore delle regioni e province autonome, diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, delle politiche sociali e per le non autosufficienze e del trasporto pubblico locale» è erogata a condizione che «le regioni a statuto speciale, ordinario e le province autonome» entro «quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero sei mesi qualora occorra procedere a modifiche statutarie, provvedano a rideterminare, ai sensi del comma 2, la disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi già in essere in favore di coloro che abbiano ricoperto la carica di presidente della regione, di consigliere regionale o di assessore regionale».

Spese militari. La bozza prevede inoltre tagli alle spese militari per 60 milioni di euro all’anno dal 2019 e di ulteriori euro 531 milioni nel periodo dal 2019-2031. Nel testo si legge che sarà «il ministro della Difesa di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze, entro il 30 gennaio 2019, a rideterminare i programmi di spesa dei settori interessati e le relative consegne».


Mercoledì 31 Ottobre 2018, 16:34 – Ultimo aggiornamento: 31-10-2018 20:13
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