Regno Unito, caccia agli stupratori stranieri 1500 violenze sulle minorenni –


Nel Regno Unito, la polizia ha avviato recentemente l’“Operazione Stovewood”, una maxi-indagine diretta a individuare i membri di una banda di stupratori che, negli ultimi anni, ha seminato il terrore a Rotherham, città del Sud dello Yorkshire. Il governo britannico ha stanziato 90 milioni di sterline per la messa a punto di tale indagine e ne ha affidato la supervisione alla National Crime Agency, l’autorità nazionale impegnata nel contrasto al crimine organizzato.

Gli inquirenti hanno accertato finora 1500 stupri, commessi da tale banda tra il 1997 e il 2013 ai danni di ragazze minorenni residenti a Rotherham. Secondo le testimonianze fornite alla polizia dalle vittime delle violenze, i responsabili sarebbero tutti “individui di origini maghrebine e asiatiche”. Le forze dell’ordine hanno già arrestato sette presunti componenti del “branco”: Mohammed Imran Ali Akhtar, Nabeel Kurshid, Iqlak Yousaf, Tanweer Ali, Salah Ahmed El-Hakam, Asif Ali e Abid Saddiq. I soggetti arrestati, di nazionalità pachistana, sono stati immediatamente indagati per “violenza sessuale” dalla Crown Court di Sheffield. Nonostante le indagini siano state coronate da tale “successo”, la polizia ha subito smorzato l’entusiasmo, affermando che gli accertamenti sarebbero “soltanto all’inizio” e che potrebbero proseguire anche “per anni”. Ad avviso degli inquirenti, infatti, il “branco” di stupratori sarebbe composto da “un centinaio di membri”, molti dei quali avrebbero ormai lasciato il Regno Unito. Per alcuni media britannici, i sospettati sarebbero addirittura “275”.

Gli stessi organi di informazione ritengono che i fondi assegnati dal governo May alle forze dell’ordine impegnate nell’“Operazione Stovewood” sarebbero “insufficienti” ad assicurare una rapida conclusione delle indagini. L’esecutivo, inoltre, è stato accusato di avere inviato “poco personale” a sostegno delle autorità investigative locali. Londra ha inviato nel Sud dello Yorkshire 250 agenti, un numero giudicato dai giornali “irrisorio” rispetto alla complessità della maxi-indagine.



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