Real Madrid: esonerato Lopetegui, l’allenatore che in 138 giorni ha perso tutto. Al suo posto Solari


difficile che, alla fine di una storia, tutti e tre i suoi protagonisti si ritrovino malamente sconfitti. Eppure, esattamente quello che successo alla Nazionale spagnola, al Real Madrid e a Julen Lopetegui, che di queste due squadre (tra le pi prestigiose al mondo) stato penultimo e ultimo allenatore. Da oggi, infatti, dopo il 5-1 incassato al Camp Nou contro il Barcellona, Lopetegui non pi sulla panchina dei Blancos. Il tecnico basco stato esonerato dal presidente Florentino Perez, imbestialito nel vedere il Real al nono posto in Liga, con 14 punti. E massacrato dai rivali blaugrana.

L’addio alla Roja

Sulla panchina del club pi famoso del mondo (e vincitore delle tre ultime Champions League), Lopetegui era arrivato a inizio stagione. Ma l’annuncio era arrivato molto prima. E in un momento non felicissimo: il 12 giugno, cio tre giorni prima dell’esordio della Spagna (di cui in quel momento era commissario tecnico) contro il Portogallo al Mondiale russo. Un Mondiale che per Lopetegui non sarebbe mai iniziato: 24 ore dopo l’annuncio della Casa Blanca, il presidente federale Luis Rubiales avrebbe licenziato il suo c.t., affidando la squadra al direttore sportivo della Roja Fernando Hierro.

Il disastro spagnolo

Com’ andato il Mondiale della Spagna, si sa. Dopo il 3-3 al debutto col Portogallo, arrivarono la grigia vittoria con l’Iran e il polemico pareggio col Marocco, che portarono a una sofferta qualificazione agli ottavi di finale. Ma la prova del progressivo decadimento della Spagna (a mano a mano che crescevano i giorni dalla cacciata di Lopetegui) si ebbe nei 1.114 passaggi effettuati dalla Roja per pareggiare 1-1 con la Russia, che poi vinse ai calci di rigore.

Il rimpianto doppio

Ne sarebbe conseguito un rimpianto feroce e doppio. Perch la Roja era arrivata al Mondiale da favorita, forte delle 20 partite senza sconfitte sotto la guida di Lopetegui (l’Italia di Ventura ne sa qualcosa): il c.t., campione d’Europa 2013 con la sua Under 21, aveva compiuto un piccolo capolavoro nel gestire il passaggio dal blocco fenomenale del Barcellona a un mix con i giovani fenomeni del nuovo Real e nomi sparsi che la sempre prolifica fabbrica di talenti iberica continua a produrre. E visto l’andamento da quel lato del tabellone mondiale, non sarebbe stato troppo complicato, per una Spagna con una guida solida, arrivare in finale a giocarsi il titolo con la Francia. Senza partire sfavorita, anzi.

La rinascita

La dimostrazione di tutto questo si avuta subito dopo, quando sulla panchina della Roja arrivato l’ex tecnico di Roma e Barcellona Luis Enrique. Con lui, la Spagna ha ripreso a vincere e a dare spettacolo (a parte la recente sconfitta casalinga in Nations League contro l’Inghilterra, che comunque non certo scarsa come la Russia).

Lo sprofondo

E mentre la Spagna rinasceva, il Real iniziava a sprofondare in una crisi che a molti apriva gli occhi sul motivo per il quale Zindine Zidane aveva salutato e ringraziato subito dopo avere vinto la terza Champions League consecutiva. Da un lato, Zizou abbastanza intelligente da sapere che giocare con Cristiano Ronaldo (e i suoi 50 gol a stagione) o senza fa una certa differenza. Dall’altro, era abbastanza prevedibile che il gruppo capace di quella tripletta leggendaria prima o poi avrebbe dato qualche segno di cedimento. Puntualmente arrivato, tra la Supercoppa europea perduta nel derby con l’Atletico, le sconfitte in campionato a Siviglia (3-0) o in casa col Levante, oppure quella di Mosca contro il Cska in Champions. Fino al disastro del Camp Nou, quando comunque il destino di Lopetegui era gi chiaro a tutti.

E adesso?

La Spagna ripartita da Luis Enrique. Il Real Madrid ripartir da Santiago Solari. Il vero mistero da dove ripartir Lopetegui. Che un bravo allenatore, rimasto vittima da una parte della sua ambizione (anche se si pu capire il fascino di una chiamata del Real per un allenatore di 51 anni), dall’altra di una scelta comprensibile ma – col senno di poi – troppo precipitosa – della federazione spagnola. In 138 giorni, Lopetegui passato dalla possibilit di avere tutto (una Nazionale tra le favorite per il Mondiale e il club pi celebre e forte che ci sia) al niente. Il calcio greco non il massimo, al momento: ma ripartire dalla terra che ha che ha coniato il concetto di hybris (la superbia punita dagli di) potrebbe aiutare. Concetti riproposto secoli dopo (e semplificato) in Italia, col celebre assioma Chi troppo vuole nulla stringe ( Mike Bongiorno). Anche se adesso sembra difficile crederci, Lopetegui e resta un bravo allenatore. Da tenere presente, al prossimo posto che si libera.

29 ottobre 2018 (modifica il 29 ottobre 2018 | 22:17)

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