Raikkonen, un memorabile acuto nell’ora dei saluti alla Ferrari


L’ aspettava, lo aspettavamo da cinque anni. Cinque anni della sua seconda giovinezza in rosso carichi di giorni amari, deludenti, grigi, nell’ombra di Alonso prima, di Vettel poi. Ma Kimi Raikkonen un dadaista della velocit, un mattocchio amatissimo, capace di regalarsi e regalarci un memorabile acuto nel momento dell’addio.

Come dire, beh, sono ancora qui, sulle note di Vasco Rossi, ad anni 39, ad un passo da un futuro (nel Team Sauber) che non gli permetter giorni cos carichi di smalto, cos gonfi di una emozione che questo strano uomo, glaciale per finta, nasconde da una vita. Dunque, applausi. Meritati, in arrivo dall’intera platea, avversari compresi.

Ma il volo magnifico di Kimi ad Austin contiene molti significati. Il primo: consegna del titolo ad Hamilton rimandata nel modo meno prevedibile. Il secondo: ritorno al successo della Ferrari, dopo quattro gran premi carichi di nubi, a dimostrazione di una reattivit convincente. Il fatto che Vettel non abbia parte in tutto ci la dice lunga sulla gara americana e, nel contempo sull’intera stagione.

Vettel, protagonista di due errori in un weekend a fondo perduto, uno in qualifica e uno in gara con ennesima collisione da foga che l’ha scaraventato in coda, l’ha costretto ad una rimonta premiata, paradossalmente, dal suo compagno di squadra e da una tattica Mercedes tutt’altro che all’altezza di Re Luigi. Hamilton, appunto, il quale ha entusiasmato, ha perso — battuto anche da uno strepitoso Verstappen — ma ha dato a Sebastian l’ennesima lezione, usando testa e delicatezza nei duelli, rinunciando (lui pu, ovviamente) e chiudendo comunque davanti al suo primo avversario. La vittoria di Kimi dimostra ancora una volta quanto questo Mondiale avrebbe potuto offrirci tutt’altro finale. Perch la macchina, affanni compresi, reagisce e tiene testa anche in un epilogo dal destino scontato causa punti gettati dal suo primo pilota. Il quale fa ora tenerezza, schiacciato come pare da una serenit perduta. Anche perch Raikkonen, gi dimesso e vincente, si trasforma adesso in un ennesimo, implicito, sghignazzante testimone dell’accusa.

21 ottobre 2018 (modifica il 21 ottobre 2018 | 23:36)

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