più soldi per salvare le banche –


Se la febbre dello spread non scenderà in maniera
consistente nei prossimi giorni, l’allarme rosso è
pronto a scattare. Ieri pomeriggio ne hanno parlato di nuovo a
palazzo Chigi Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Un faccia a faccia
nel quale i due hanno ripreso a ragionare su cosa fare della
manovra e, soprattutto, su come arginare, o prevenire, i rischi di
una possibile crisi del sistema bancario.

Di Maio, fortemente scosso per le contestazioni ricevute sulla Tap,
si sarebbe mostrato con l’alleato più sensibile a
valutare i rischi che corre il sistema bancario. Soprattutto per le
ricadute che la crisi di alcuni istituti avrebbe sull’economia.
Dal «nemmeno un euro alle banche», ieri il vicepremier
M5S sarebbe passato a considerare l’esigenza di rafforzare il
fondo salva banche puntando a dare certezze a risparmiatori e
correntisti che in questi giorni, in alcuni istituti, stanno
ritirando i propri depositi. Quando Salvini dice che «il
governo tutelerà e aiuterà chiunque ne abbia bisogno,
siano banche o imprese», ragiona sul sistema Paese composto
da una serie di fattori che a Di Maio sembrano sfuggire nella loro
complessità e interdipendenza. La stessa che il ministro
dell’Economia francese Le Marie evidenzia quando ricorda i 280
miliardi di esposizione che hanno in Italia gli istituti di credito
francesi.

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Lunedì 29 Ottobre 2018, 07:00
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