Pericolose per uomo e ambiente: stop al piombo nelle cartucce da caccia


Milano, 12 novembre 2014 – 11:30

La decisione presa in sede Onu al meeting della Convenzione sulle specie migratorie: anche l’Italia dovr adeguarsi. La Lipu: Risultato straordinario

Un esemplare di grifone (foto Lipu, W.Vivarelli)
Un esemplare di grifone (foto Lipu, W.Vivarelli)

Stop al piombo nelle cartucce dei cacciatori. Stop all’utilizzo per gli animali del cosiddettofarmaco killer degli avvoltoi e dei rapaci (l’antinfiammatorio Diclofenac). Ma anche stop alla cattura di orche delfini e balene da destinare ai parchi acquatici. Sono alcune delle decisioni prese in sede Onu, all’11esimo meeting (Cop11) della Convenzione sulle specie migratorie (la convenzione di Bonn) svoltosi dal 4 al 9 novembre a Quito, in Ecuador. Decisioni, vincolanti per tutti i Paesi aderenti, Italia compresa, e che sono state accolte con soddisfazione dalle associazioni italiane per i diritti animali.

Il bando delle cartucce al piombo

Cartucce  nel parco dell’Insughereta (foto Lipu, R.Aloi)
Cartucce nel parco dell’Insughereta (foto Lipu, R.Aloi)

Un risultato straordinario, che abbiamo sostenuto in ogni modo, e che far bene agli uccelli migratori, alla natura e agli esseri umani. il commento del presidente della Lipu-BirdLife Italia Fulvio Mamone Capria a proposito dela bando del piombo nelle cartucce dei cacciatori. Una soddisfazione dovuta dal fatto che, come spiega a Corriere.it il direttore generale della Lipu, Danilo Selvaggi, le decisioni prese a Quito sono vincolanti per l’Italia e tutti i Paesi che hanno aderito alla Convenzione di Bonn che tutela gli animali migratori con accordi a livello internazionale, adottata nel 1979 ed entrata in vigore nel 1983. A livello medico-scientifico sappiamo che l’avvelenamento da piombo una patologia molto grave, chiamata Saturnismo, che pu portare anche alla morte. Non a caso l’uso del piombo vitato per moltissimi usi. Il divieto vale ad esempio per vernici, carburanti, giocattoli – piega Selvaggi – proprio perch si tratta di una metallo tossico. Ma non vale per la caccia. Adesso per, entro il 2017, anche il settore armiero italiano, e non solo, dovr adattarsi e prevedere leghe non tossiche nelle munizioni dei cacciatori. Un passo ulteriore rispetto al bando, ad oggi gi attivo, dell’utilizzo delle cartucce al piombo nelle zone umide. Tutti gli studi scientifici dimostrano quanto il piombo sia pericoloso per questo stato gi vietato nelle zone umide per evitare la contaminazione delle acque. Ma altrettanto tossico in tutti gli altri casi: pensiamo alla quantit di pallini sparati da 800-900mila persone che in Italia ogni anno, per circa 4 mesi, vanno a caccia. Pensiamo ad esempio ai resti degli animali impallinati lasciati sul luogo (come accade nella caccia al cinghiale dove gli animali vengono eviscerati) e le quantit di piombo che altri animali ingeriscono. Una catena mortale che arriva fino all’uomo.

Il farmaco killer degli avvoltoi

Un esemplare di Grifone (foto Lipu, M.Mendi)
Un esemplare di Grifone (foto Lipu, M.Mendi)

Altra novit uscita dal meeting di Quito il bando dell’utilizzo sugli del Diclofenac, un farmaco antinfiammatorio usato comunemente negli umani ma che ha portato alla quasi estinzione, in India, di due specie di avvoltoi. Questi rapaci si nutrono delle carcasse degli animali morti – spiega ancora Selvaggi – E il farmaco per loro letale. In India accaduto che, cibandosi degli animali morti trattati Diclofenac, gli avvoltoi locali si siano praticamente estinti. Per questo il governo di New Delhi ha deciso di bandire il Diclofenac ad uso veterinario. Ma la questione non solo indiana. Anche in Italia, Spagna, ed altri Paesi d’Europa esistono specie di avvoltoi che in realt sono gi altamente minacciate – sottolinea Selvaggi – Nonostante questo, incredibilmente, la Commissione per la Sanit Ue ha dato l’ok in Europa all’uso sugli animali di questo farmaco mettendo in serio pericolo i nostri rapaci. quindi estremamente importante la decisione presa a Quito perch adesso anche l’Ue dovr adeguarsi. Sappiamo che in sede Onu si svolta una vera battaglia – conclude il presidente Lipu Mamone Capria – e che le pressioni contrarie per mettere al bando sia il piombo che il Diclofenac non sono mancate. Ancora di pi, allora, dobbiamo ringraziare il Ministro Galletti, l’intera delegazione italiana in Ecuador e tutta la Convenzione di Bonn, per il lavoro encomiabile e coraggioso, che equivale ad un grande passo per la tutela della biodiversit. Ora l’Italia recepisca senza esitazione le risoluzioni, a beneficio dell’uomo e della natura. Per parte nostra lavoreremo attentamente, assieme a BirdLiIfe International, perch ci avvenga nel modo pi rapido e completo possibile.

Vietato catturare orche e delfini

(Ansa)
(Ansa)

Infine, sempre da Quito, arriva una svolta storica per i cetacei: durante il meeting stato infatti sancito il divieto di catturare i cetacei a scopi commerciali e di utilizzarli in delfinari e oceanari. La risoluzione presa in sede Onu di cruciale importanza ai fini del divieto di cattura e utilizzo dei cetacei per la cattivit – commenta l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) – Il provvedimento della Cms prevede che i 120 Paesi membri modifichino la loro legislazione interna per vietare le catture in natura e blocchino le importazioni dei cetacei per gli spettacoli nei delfinari. E che anche la Cites e l’Iwc (Commissione Internazionale Baleniera) prendano atto dei contenuti della risoluzione e si impegnino affinch le indicazioni contenute nella stessa siano applicate. Per l’Enpa la risoluzione rappresenta una svolta, anche perch, in tale circostanza, a prendere posizione contro la cattivit lo stesso mondo scientifico: Ecco perch l’Enpa chiede oggi al Governo italiano di recepire immediatamente la risoluzione nel nostro ordinamento giuridico – di il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri – e di vietare per sempre le importazioni dei cetacei destinati alla cattivit.

12 novembre 2014 | 11:30

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