Penitentes: guglie di ghiaccio su Europa, luna di Giove


Il quarto satellite di Giove per dimensioni, Europa, è una delle lune più interessanti del Sistema Solare, soprattutto per la ricerca della vita. Uno studio (pubblicato su Nature) suggerisce che la sua superficie ghiacciata di Europa sia tutt’altro che una pista da pattinaggio: per i ricercatori (un team internazionale coordinato da Daniel Hobley, della Cardiff University – UK), potrebbe invece essere ricoperta da guglie di ghiaccio alte fino a 15 metri.

 

Sono strutture che si possono trovare anche sulla Terra: sono i penitentes (penitenti di neve), che si formano quando il ghiaccio sublima, cioè quando passa dallo stato solido direttamente a quello gassoso, senza passare dallo stato liquido. Perché ciò accada, temperatura e umidità dell’aria devono essere estremamente basse.

 

Guglie solari. Si formano quando i raggi del Sole si rifrangono nei cristalli di ghiaccio e vanno a sublimare il ghiaccio attorno alla guglia, scolpendola. Perché il processo funzioni, il Sole dev’essere a picco: è per questo che sulla Terra i penitentes si trovano nelle regioni equatoriali (sulle Ande, sopra i 4.000 metri).

 


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Europa: è una delle 69 lune di Giove, ma non è un satellite qualunque. La superficie ghiacciata potrebbe nascondere un immenso oceano e lì, forse, può anche esserci vita. Le tracce rosse sul ghiaccio sono quanto resta dei sali portati in superficie da giganteschi geyser. | Nasa

 

Lenta penitenza. Secondo i ricercatori, le immagini termiche e radar di Europa sono compatibili con la presenza di penitentes. Anche qui la loro formazione è possibile solo nella fascia equatoriale: da 23° nord a 23° sud. Tuttavia su Europa arrivano molti meno raggi solari che sulla Terra, quindi il processo è estremamente lento. I ricercatori hanno calcolato una crescita di 30 cm ogni milione di anni.

 

La superficie di Europa tuttavia non ha avuto movimenti geologici negli ultimi 50 milioni di anni. E, con un’atmosfera quasi inesistente, i penitentes si sono potuti stagliare fino a ben 15 metri d’altezza: «Hanno avuto un bel po’ di tempo per farlo», commenta Daniel Hobley.

 

Nel dubbio… Queste strutture ghiacciate sarebbero un problema per un lander, quindi una futura missione dovrebbe tenerne conto. Una mappa delle regioni dove fare scendere un lander sarà probabilmente affidata alle missioni previste per il prossimo decennio, quando due sonde orbitali (una targata Nasa e l’altra Esa) analizzeranno le molecole sparate nello spazio dai giganteschi geyser di Europa, alla ricerca di tracce di vita. In quelle occasioni si potranno verificare i risultati dello studio ed eventualmente anche identificare le zone migliori per un atterraggio sicuro.


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