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Ich dachte anfangs es handle sich um einen WitzJeden Morgen fahre ich vorbei an der Baustelle der neuen U Bahn auf der Hsin Yi Strasse, genau gegenueber dem Eingang zum Wahrzeichen Taipei’s dem 500 Meter hohen 101. An dem Bauzaun waren einige mickrige Topfpflanzen lieblos befestigt worden; der Begrnungsversuch war derart fehlgeschlagen, dass die Baustelle eigentlich noch trostloser aussah als vorher. An jeder Strassenecke grnte es, als ob die Natur sich langsam zurckkmpfe in die graue Stadt. Man sprte frmlich die reinigende und khlende Wirkung echte flower power”. Die grnen Pflanzenwnde waren nun nicht nur an Baustellen jeder Gre anzutreffen, sondern verzierten Wnde und Fassaden an vielen ffentlich Gebuden, Krankenhusern und Brohochhusern und das teilweise bis zur 3 oder 4. Etage

Schlielich konnte ich das Rtsel lsen; ein Bekannter klrte mich darber auf, dass es sich bei den Begrnungsanstrengungen um eine Anordnung der Stadtregierung Taipei handelt als Vorbereitung der Taipei International Flora Show (das ist so was wie eine Blumen Olympiade).

Auer der Zwangsbegrnung der Baustellen werden nun auch Baulcken und brachliegende Grundstcke ber Nacht zu temporren Grten und Mini Parks (manche wirklich nur einige qm2 gro). So viel Anarchie knnte sich auch Taipei leisten. And as to the early bodies, it takes the skilled eye of a professional photographer to minimize the noticably poor match of doors, hood, and lid in photographs. But I picture this car was a massive gamble and a bit unorthodox for just a quantity producer lke Chevrolet to undertake within the early 50s.

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Il problema della connessione si è risolto solo al mio rientro ieri sera: ho proceduto come un rporter d’altri tempi, prendendo appunti su carta, usando la penna e un cellulare per scattare delle foto, e non mi è dispiaciuto. Eccomi dunque qui a ripercorrere questi giorni di ISEA 2011 insieme a voi. Ripartiamo dalla mostra UNCONTAINABLE, la mia meta dell’ultimo giorno.

Siamo alla Cumhuriyet Art Gallery, a Taksim Square, uno dei quartieri più centrali vivi e soprattutto raggiungibili della capitale (anche dal mio albergo: ci metto infatti una decina di minuti di autobus stracolmi di gente). La galleria è un ampio spazio suddiviso da archi bassi e morbidi e pareti bianche, ideale per esporre. L’ingresso all’esposizione è gratuito e Uncontenable fa parte del programma di eventi paralleli della Biennale in corso che purtroppo non ho avuto il tempo materiale di visitare. Il concept, ideato dal direttore artistico Lanfranco Aceti, insieme a zden ahin, pone l’acento sull’intersezione fra arte, scienza e tecnologia nel tentativo di mostrare la complessità delle interazioni sociali contemporanee e il ruolo giocato dalla tecnologia nel ridefinire il concetto di estetica. “Contenere l’incontenibile” è una contraddizione positiva che attraversa tutta la mostra, perchè la natura di questi lavori tende costantemente ad uscire gallerie, musei, confini nazionali, per parlare di come la vita quotidiana tecnologicamente mediata degli esseri umani, il nostro modo di relazionarci col mondo (inclusi altri esseri umani, luoghi, spazi, oggetti e altre specie) sia sogetto ad una mutazione/ridefinizione perenne.

Ma parlimo delle sorprese che mi ha riservato questa mostra. Innanzitutto ho visto dal vivo opere diverse opere di cui vi avevo parlato in passato sul blog, ed è stata un’emozione. La più gradita senz’altro “One Hundred and Eight”, istallazione interattiva di Nils Voelker. La parete di buste di plastica che respirano è bella, delicata e incisiva proprio come la immaginavo, incluso il suo aspetto strettamente “acustico”: il suono ambientale che che ne risulta è rilassante e organico. La seconda sono gli Scènocosme, deliziosa coppia di artisti francesi composta da Gregory Lasserre e Anais met den Ancxtche che ho intervistato circa un anno fa: erano presenti con ben due installazioni, Akusmaflore e Light Contact. Ho dunque avuto il piacere di passeggiare in mezzo alle loro piante rampicanti rese sensibili interattive dai sensori che al nostro tocco emettono suoni differenti, ma sono rimasta più colpita da Light Contact. Molto essenziale nell’aspetto istallativo, una sfera di metallo su cui è puntata una luce invita ad essere toccata: facendolo non succede niente, si è dunque spinti a leggere le istruzioni, per scoprire che abbiamo bisogno di un compagno al fine di chiudere un circuito elettrico. E così, al nostro respiro e al contatto dei corpi di due o più performer involontari, l’ambiente reagisce: sopra di noi una struttura in telo bianco molto si illumina di colori differenti e produce suoni di volta in volta differenti. L’aspetto esperienziale dell’opera è riuscitissimo, come quello sociale: l’jnstallazione invita realmente gli indvidui a interagire. La terza è “Paul”, il Robot ritrattista, ve lo ricordate? Anche lui presente a ISEA, si è esibito nelle sue performance da techno artista munito del suo braccio meccanico: purtroppo non l’ho visto in azione, ma ho conosciuto il suo creatore, Patrick Tresset, che, potere della rete, appena mi ha visto mi ha ringraziato per l’articolo.

Uncontanable ISEA 2011, Istanbul

Altre opere da menzionare sono Tele Trust (foto in alto) di Karen Lancel e Hermen Maat, Sphere di Kilian Ochs, Weeping Willow di Nigel Helyer. Tele Trust è un wearable, un ibrido fra oriente e occidente ispirato a un abito da monaco e un burka. Indossato, l’abito trasforma il corpo in un’interfaccia di comunicazione grazie a sei veli di tessuto muniti di sensori. Toccando il corpo i sensori formano un network, creando la possiblità di “incontrare” altri e rccontare storie: un nuovo spazio (pubblico/privato, fisico/virtuale, intimo/collettivo), un corpo network che apre una riflessione sulla fiducia, sulla paura e sul desiderio di comunicare. A questo link un video ci spiega bene il funzionamento di Tele Trust. Shere, nella sua semplicità, è una delle mie opere preferite: una voluminosa scultura musicale dove una sfera di fili di metallo intrecciati che ricordano un globo diventa uno strumento da suonare. La sfera è attaccata a una sorta di pianoforte realizzato in cartone. Ma per suonarla bisogna togliersi le scarpe: il nostro corpo chiude infatti un circuito elettrico che, toccando la tastiera, attiva diversi suoni. A questo link potete vederlo in azione. Weeping Willow ci parla della complessa relazione fra due imperi: quello britannico e quello cinese, in particolare il Catai: su un tavolo coperto da una tovaglia rossa sono disposti una mappa e 12 piatti, quelli in ceramica blu una delle “cineserie” più diffuse in occidente in realtà prodotte proprio in Inghilterra (a Staffordshire) ispirandosi alla zona dei laghi di HangZho, documentata da Marco Polo. Ogni piatto evidenzia un frammento, che è anche un frammento di storia. Ma questa volta non si tratta di una rappresentazione culturalmente mediata dall’occidente. C’è inoltre da notare come la produzione di queste porcellane avvenga ora in Cina e in Giappone. Partendo da questi due dati, Nigel Helyer ha chiesto ai lavoratori di HangZho di raccontare e identificare le narrative nascoste in questi piatti: ognuna di esse corrisponde a un frammento ed è riportata nella mappa al centro del tavolo. Per saperne di più su questo interesante progetto è possibile visitare questo link.

Nel complesso una mostra piacevole da percorrere che lascia aperta una questione: se è vero che l’arte incontra scienza e tecnologia, è anche vero che l’innovazione prodotta a livello sociale, antropologico e culturale da device tecnologici come uno smarphone (uno per tutti l’iPhone) ha un impatto schiacciante e soprattutto è realmente un fenomeno di massa che entra e modifica la vita quotidiana di milioni di persone.

Ultima nota. Quello che vi ho raccontato è il cuore di Uncontanable, ma la mostra è stta sviluppata su diverse location della città che trovate riassunte sul sito. Ecco la lista completa degli artisti che hano esposto: Mark Amerika, JL Andruszkiewicz, Thomas Ankersmit, Warren Armstrong, Roy Ascott, Elif Ayiter, Bello Benischauer, David Bowen, Kirsty Boyle, Songul Boyraz, Priscilla Bracks,
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Paul Brown, Andrew Burrell, Karen Casey, Ayoka Chenzira, Susan Collins, Tom Corby, David Cotterrell, Chuck Csuri, Mark Cypher, Anita Fontaine, Darko Fritz, Mathias Fuchs, Tina Gonsalves, Jane Grant, Aroha Groves, Mark Guglielmetti, Ian Haig, Sigune Hamann, Peter Hardie, Tim Head, Nigel Helyer, Troy Innocent, Vicky Isley, Janis Jefferies, Sophie Jerram, Sonja van Kerkhoff, Karen Lancel, Grégory Lasserre, Barbara Layne, Geoffrey Lillemon, Joel Louie, Hermen Maat, Teoman Madra, Bryan Mather, John Matthias, Sen McGlinn, Anas met den Ancxt, Manfred Mohr, Vera Molnar, Sean Montgomery, Yota Morimoto, Paul Moss, Max Moswitzer, Phill Niblock, Kilian Ochs, Selavy Oh, Julian Oliver, Mike Paulin, James Pinker, Toroa Pohatu, Esther Polak, Julian Priest, Rachel Rakena, Kevin Raxworthy, Lisa Reihana, Danielle Roney, Daan Roosegaarde, Gavin Sade, Susan Sloan, Paul Smith, Julian Stadon, Tamiko Thiel, Jo Tito, John Tonkin, Patrick Tresset, Ivar Van Bekkum, Sander Veenhof, Mari Velonaki, Pieter Verhees, Roman Verostko, Nils Voelker, Te Huirangi Waikerepuru, Johannes Westendorp,
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Un piccolo gioiello che raccontava la passione e il know how, una scarpa che meritava un editing in termini di materiali e palette colori per essere sdoganata dai confini dello sportswear e stabilirsi fra i must have della moda. Alla silhouette della “Scatto” originale si è sommato un fondamentale e innovativo twist di colori e materiali, che ha proiettato con forza la collezione in una nuova era. Snodata attraverso quattro temi questa capsule racconta di un perfetto connubio fra una vera scarpa tecnica di ispirazione Seventies e una sneaker d’avanguardia.La “SUEDE”, dunque, diventa la chiave di volta per i tre modelli maschili più sobri. Morbida pelle scamosciata dalla texture vellutata che addolcisce una palette cromatica dai toni scuri che si muove fra nuances di blu, marrone e grigio. Un’eleganza understated impreziosita dagli accenti dorati del labelling su linguetta e tallone, e energizzata dai tracciati dinamici delle impunture ton sur ton e dal motivo forato sul lato della tomaia.”FULL LEATHER”, invece, è caratterizzata da purezza ed elevata qualità del materiale, declinate sia per lui che per lei. Cromie nette come punti esclamativi per lui, che vanno dal total black al white, passando per i fluo orange e yellow, per chiudere con i più tenui blu navy e fog. Per lei invece una palette neutra fatta di colori pastello, dal bianco al bianco latte, all’azzurro cielo e al powder, per arrivare fino al caldo nude, il tutto impreziosito dal tallone silver metallizzato. Due storie cromatiche distinte ma accomunate dagli accenti: il labelling a contrasto su linguetta e tallone, i sinuosi disegni delle impunture sulla parte frontale e il classico motivo a fori del lato.”AVANT GARDE”, ha contrasti decisi, colori e materiali diversi si incontrano e scontrano nei modelli per lui e per lei. Sulla stessa linea della proposta maschile, ma con un matching di colori più affine al mondo femminile, la linea per lei unisce l’iridescenza del metallizzato a colori come powder,bianco,nero, polvere, per chiudere infine con la versione in black e glitter. Fil rouge per tutti i modelli le dinamiche impunture ton sur ton e il motivo grafico sul lato della tomaia in bianco perla riflettente.infine, il color blocking di tonalità e di materiali è l’ispirazione in chiave futuristica dell’ultimo mood maschile. Netti clash di cromie e texture per dare forma a queste sneaker esclusive e innovative. Sulla tomaia infatti si combinano la morbidezza e la compattezza della pelle con la texture geometrica della “LYCRA 3D” della parte posteriore. E quindi la forza dei colori: il bianco si scontra prima col grigio, e poi con il verde neon, per chiudere con il terzo modello in un potente total black.
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Il Patto del Nazareno si basa su una riforma fondamentale, quella dell’Italicum. Ci vuole una legge elettorale nuova e sia Renzi sia Berlusconi sono ben contenti di poterla scrivere assieme, in modo da ritagliarla su misura per i loro interessi. Cosa sta andando storto in questi giorni, perché l’ultimo incontro tra Renzi e Berlusconi è stato molto più teso dei precedenti? Il problema che sempre più sta emergendo in superficie è quello di cui in realtà si parla da moltissimo tempo: una volta fatta la riforma elettorale, cosa impedisce a Matteo Renzi di andare al voto e prendersi la larghissima maggioranza che, sondaggi alla mano, dovrebbe ottenere?

Uno scenario che Berlusconi deve impedire a tutti i costi, dal momento che oggi come oggi le elezioni anticipate soprattutto se con il premio alla lista che il premier desidera rischiano di relegare Forza Italia dietro al Movimento 5 Stelle e magari anche dietro al nuovo partito che Salvini va costruendo. Uno scenario ben diverso da quello in cui oggi si trova il partito di Berlusconi: decisivo per le riforme e interlocutore privilegiato del premier. Per questa ragione Matteo Renzi cerca in continuazione di rassicurare il Cavaliere: “Non si va al voto prima del 2018”.

Queste sono le parole. Ma come si fa a fidarsi dell’uomo che disse a Enrico Letta di “stare sereno” pochi giorni prima di fargli le scarpe? Il timore che, una volta approvato l’Italicum, Renzi faccia saltare il tavolo per andare al voto è molto forte, tanto più che sulla questione Renzi sta imprimendo una netta accelerazione, giustificata dal fatto che la minaccia di elezioni può tornargli molto utile a tenere buona la sua opposizione interna. Il problema, però,
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è sempre lo stesso: se Berlusconi non si fida può anche decidere di far saltare il Patto del Nazareno e avere così la quasi certezza di una legislatura che vada avanti fino alla sua conclusione naturale.

Renzi ostaggio di Berlusconi? In un certo senso sì, anche se ovviamente il lavoro del premier punta proprio a evitare una situzione del genere. Ragion per cui si sta lavorando al piano B: una maggioranza allargata al Senato. Ne dà conto La Stampa:

Il piano riservato di Palazzo Chigi: allargare la base parlamentare della maggioranza al Senato (dove i numeri sono ballerini), aprendo a destra e a sinistra, con la formazione di un nuovo gruppo, nel quale potrebbero trovare ospitalità sia i parlamentari già usciti dal Cinque Stelle, sia quei senatori eletti in liste diverse dal centrosinistra e che nelle settimane scorse si sono avvicinati alla maggioranza.

C’è un problema non secondario, però:

Impresa non semplice, sinora, federare tutti e 15 i senatori grillini finora usciti e quelli che potrebbero uscire dal gruppo del Cinque Stelle, che tra di loro non si amano e attualmente sono divisi in quattro diverse aree, i 3 di Italia lavori in corso, i 4 di Movimento X, i 6 battitori liberi e i 2 nel Gruppo misto. Con una complicazione in più: che oltre a federare gli ex grillini,
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poi bisognerebbe trovare un amalgama per tenerli assieme agli altri senatori di diverse provenienze. Uno scenario che Renzi preferisce riservarsi più come deterrente che come prima scelta.

Il nocciolo della questione è chiaro: le riforme si possono fare anche allargando la maggioranza ad altri soggetti. C’è però un punto che non viene preso in considerazione: che vantaggio avrebbero questi ex M5S e fuoriusciti da Sel ad appoggiare delle riforme che potrebbero far cadere il governo e accorciare nettamente la loro esperienza di parlamentari?

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Presidente ed Onorevoli colleghi, Emanuele Scieri era un giovane avvocato di 26 anni di Siracusa. Un ragazzo di sani valori e principi intelligente serio e disciplinato, le cui attitudini riconosciute da tutti, lasciavano presagire una sicura affermazione in campo professionale.

La chiamata ad effettuare il servizio militare lo raggiunse quando già svolgeva la pratica forense. La scelta l’aveva fatta molti anni prima, durante la visita medica militare ed aveva optato per svolgere il servizio presso i paracadutisti della Folgore.

Il Parlamento italiano, immediatamente si occupò della vicenda, non andando al di là di attività di sindacato ispettivo o conoscitive anche perché i governi di quegli anni non espressero una volontà favorevole ad istituire una Commissione d’inchiesta, procedendo così, ad una indagine conoscitiva sul fenomeno del nonnismo.

Dopo ben quattro legislature, questa Camera ha invece preso atto delle istanze di giustizia provenienti dalla famiglia e dal territorio. All’inizio di questa legislatura ben 13 comuni, non solo siciliani, hanno più volte chiesto “l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del militare di leva Emanuele Scieri”.

In una data casuale, ma particolarmente significativa, il 4 novembre 2015, giorno della festa delle Forze Armate, la Camera dei deputati ha deliberato, a larghissima maggioranza, l’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del militare di leva Emanuele Scieri, che ho avuto l’onore di presiedere.

La Commissione composta da ventuno deputati, designati in rappresentanza dei gruppi parlamentari di maggioranza e minoranza, ha lavorato con intensità lasciatemelo dire, i dati sono nella relazione, alla quale rimando.

Abbiamo ascoltato 76 persone: familiari, ex militari della caserma Gamerra, esperti, consulenti, magistrati, rappresentanti di associazioni, persone detenute.

Incessantemente la Commissione ha esaminato tutti gli atti delle inchieste giudiziarie già svolte ed ha proceduto ad ulteriori indagini. L’archivio dei documenti della Commissione ha raccolto circa seimila pagine di atti, oltre i video, i filmati, ed i reperti.

Non è mai mancato ci tengo a dirlo, l’aiuto della Procura di Pisa alla quale abbiamo chiesto l’invio degli atti di indagine e la collaborazione degli attuali vertici della Folgore, sia della Brigata che della Caserma, per l’attività della Commissione. Fin da subito lo Stato Maggiore, l’amministrazione della Difesa si sono messi al servizio con l’invio dei documenti, che la commissione ha chiesto nel corso dei due anni.

Fin da subito il Governo, nella persona della Ministra della difesa, senatrice Roberta Pinotti, nella sua audizione ha rassicurato la Commissione con le seguenti testuali parole: “non troverete porte chiuse e neppure socchiuse, sono a vostra disposizione tutti gli atti anche quelli più sensibili, in possesso dell’amministrazione necessari ai lavori”.

Vorrei sottolineare i rilievi emersi in Commissione non intendono delegittimare il ruolo centrale dell’istituzione militare la Commissione ha lavorato nella ricerca della verità, sgombra da ogni pregiudizio in particolare nei riguardi di un corpo, quello della Folgore, che si è sempre distinto per il suo servizio allo Stato, anche attraverso le missioni all’estero, ma lasciatemi dire che abbiamo lavorato e depositato la relazione senza alcun timore reverenziale, perché la commissione ha ricevuto un mandato parlamentare e per dovere istituzionale ha evidenziato gli elementi obiettivi che sono emersi e che hanno permesso di individuare elementi di responsabilità che abbiamo sottoposto al vaglio della Procura della repubblica di Pisa che su istanza della commissione ha già riaperto nuove indagini.

utile riepilogare sinteticamente quanto avvenne:

Il 13 agosto 1999, terminato il cosiddetto CAR, tutto lo scaglione 7/99 al quale apparteneva Scieri, veniva trasferito a mezzo di 2 pullman militari da Firenze a Pisa, presso la caserma Gamerra.

Durante il tragitto i caporali diedero sfogo alla loro natura irrispettosa della dignità dei componenti dello scaglione, ordinando di mantenere per l’intera durata del viaggio una posizione scomoda ed innaturale (la posizione cosiddetta della sfinge), ovvero di rimanere immobili con la schiena staccata dalla spalliera del sedile e le mani sulle ginocchia. Imposero di viaggiare con i finestrini chiusi e il riscaldamento acceso, costringendo le reclute a tenere il basco in testa nonostante la calura estiva. Sul pulman praticarono a due reclute il cosiddetto “battesimo” consistente nel colpirli con forti pugni sul petto, strappare le mostrine dalla tuta mimetica e sfregarle sul viso. Per dette violenze tre caporali vennero condannati con sentenza definitiva.

Lo scaglione arrivava alla caserma Gamerra di Pisa, intorno all’ora di pranzo; tutti vennero radunati davanti al magazzino di casermaggio. Si specifica che il magazzino di casermaggio si trova di fronte la torre dove poi viene ritrovato il cadavere di Scieri, tre gg. dopo, ai piedi di una scala.

Esaurite le formalità di rito, alle giovani reclute veniva concessa la libera uscita, che Emanuele Scieri, , trascorreva in compagnia di alcuni commilitoni, passeggiando per il centro di Pisa.

Alle ore 22,15, Emanuele Scieri rientrava in caserma, insieme a Viberti, Gelli, Valentini e Mastrini. Anziché ritirarsi direttamente in camerata, Viberti e Scieri si incamminavano nel vialetto che costeggia il muro di cinta della caserma Gamerra, per fumare una sigaretta. Dopo pochi minuti, il Viberti decideva di rientrare in camerata, mentre Scieri, secondo il racconto di Viberti, rimaneva a telefonare, all’altezza del luogo dove poi è stato ritrovato 3 gg dopo, ai piedi della scala della torre di asciugatura dei paracadute. In seguito, dalle indagini della Procura di Pisa, emergerà che nessuna telefonata venne fatta da Scieri in quel momento.

Alle 23,45, come di regola, veniva effettuato il contrappello, nel corso del quale Emanuele Scieri, stranamente, risultava assente.

In quella occasione alcuni commilitoni (non il Viberti) segnalarono ai militari che procedevano al contrappello: che Emanuele Scieri era regolarmente rientrato in caserma; che fino a pochi minuti prima era stato visto passeggiare in compagnia del Viberti;

Trattandosi di una recluta arrivata in caserma quello stesso giorno e rientrata prima dell’orario del contrappello, i superiori avrebbero dovuto prendere in considerazione l’ipotesi di un malore improvviso o di un atto di nonnismo

Deve essere ribadito che l’esistenza di atti di nonnismo era un fenomeno presente nella caserma “Gamerra” e ben conosciuto dai vertici militari, tanto che in commissione il gen. Della Folgore Celentano ha dichiarato che gli atti di nonnismo erano all’ordine del giorno, e l’allora Colonnello Ratti , proprio il giorno in cui arrivò Scieri in caserma, fece firmare alle reclute dello scaglione 7/99, quindi anche a Scieri, un’autodichiarazione con cui si impegnavano a denunciare eventuali atti di nonnismo subiti.

I militari addetti al contrappello, quella sera, si limitarono ad annotare nell’apposito modulo del rapporto della sera la dicitura “mancato rientro”, anziché scrivere “mancata presenza al contrappello”.

Si sottolinea che nel rapportino della sera era previsto uno spazio per riportare le eventuali note o novità.

Nelle sommarie informazioni testimoniali del 04.10.99 rese alla Procura Militare di La Spezia, il sergente maggiore Simone Pugliese dichiara di aver ricevuto dal Colonnello Ratti, l’ordine di eseguire, la sera del 13 agosto ’99, il contrappello nella prima Compagnia, dove era stato assegnato Scieri. Pugliese specifica che su ordine del col Ratti era rimasto nell’edificio della prima Compagnia fino a mezzanotte e trenta, perché: quell’orario è a rischio perché qualche “nonno” in epoca passata, andava a fare qualche bravata in danno degli allievi. Le ore serali dunque, secondo le dichiarazioni di Pugliese, ma anche secondo i vertici della catena di comando, vedasi col. Ratti, erano a rischio.

Il Colonnello Fantini, audito da questa Commissione il 27.2.17 definisce totalmente scorretta la trascrizione di “mancato rientro” riportata nel “rapportino della sera” e specifica ciò che la Commissione ha sempre sostenuto: “gli addetti al contrappello avrebbero dovuto riportare quanto riferito dai commilitoni, ovvero che Emanuele Scieri era rientrato in caserma.

Il caso di Scieri è stato l’unico episodio in cui un militare entrato in caserma non si sia presentato al contrappello. Questa è una delle numerose anomalie che gettano ombre sul caso Scieri.
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SERVICE SRL ditta titolare dell appalto di pulizie. LA SOSPENSIONE DAL LAVORO DEL DELEGATO PER BEN 10 GIORNI LAVORATIVI , con richiesta da parte aziendale di consegnare il tesserino, la tuta e le scarpe di lavoro E DA CONSIDERARSI SICURAMENTE L ANTICAMERA DEL LICENZIAMENTO.

LA GRAVITA del provvedimento, oltretutto inventato di sana pianta in quanto costruito sulla presunta interruzione del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente per il semplice fatto che il delegato faceva presente che mancavano i detersivi per lavorare stata colta in pieno dai lavoratori che si sono fermati davanti ai cancelli.

Dopo circa un ora di presidio con i compagni USB Lavoro Privato di Torino e altri lavoratori solidali, DECIDEVANO DI FERMARSI IN MASSA IN SEGNO DI SOLIDARIETA ANCHE I LAVORATORI DIPENDENTI DELLA COMMITTENTE TEKFOR, AZIENDA METALMECCANICA.

ALLE 10 CIRCA DEL MATTINO LA FABBRICA ERA COMPLETAMENTE BLOCCATA, CON I CAMION E LE AUTOMOBILI FERME FINO ALLA STRADA. A QUESTO PUNTO L AZIENDA PUR DI SBLOCCARE LA SITUAZIONE ACCETTAVA DI SEDERSI INTORNO AL TAVOLO CON IL DELEGATO E I RAPPRESENTANTI USB E DOPO UN SERRATO CONFRONTO RITIRAVA DEL TUTTO LA SANZIONE E IL POSSIBILE LICENZIAMENTO.

FUORI DAI CANCELLI, DOPO UNA PICCOLA ASSEMBLEA, GLI APPALUSI E I RINGRAZIAMENTI TRA LAVORATORI DI DIVERSE REALTA LAVORATIVE CHE SOLIDARIZZAVANO HANNO DIMOSTRATO CHE LA SOLIDARIETA DI CLASSE E LA LOTTA SONO UN PATRIMONIO INESTIMABILE.
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Città: Pavia E mail:Commenti e/o messaggi: Ancora una volta ho dovuto rinunciare a trascorrere il week end del I novembre a Cravegna e sono verde d’invidia per coloro che sono già lì da qualche giorno! Spero di recuperare con le vacanze natalizie e, solidale con Silvano di Cernusco, mi domando per quale motivo non si riesca ad aprire una piccola pensione o un bed breakfast a Cravegna. Non metto in dubbio che comporterebbe un discreto investimento iniziale ma sono certa che non impiegherebbe molto ad ottenere una clientela affezionata (la sottoscritta, ad esempio, non avrebbe problemi a firmare anche quel “registro dei visitatori”!)

Sperando di assistere quanto prima ad un rilancio di Cravegna saluto tutti gli amici, soprattutto il Pitone!!!
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Commenti e/o messaggi: Andrea ha scritto:

Residenti a Cravegna e Viceno nel 1970 n 463, nel 1995 n301, nel 2001 n257 (di questi circa 40 non risiedono tutto l’anno mentre quasi 60 sono quelli che hanno più di 65 anni) Chi vuole suggerire qualche possibile rimedio? saluti a tutti.

Io posso dire che nel 70 Cravegna contava 2 Bar, 2 alimentari, 2 macellerie, un negozio di scarpe, un edicola, due alberghi (piu’ la cistellina) e forse dimentico qualcosa. Nel corso di questi trent’anni si e’ disperso questo “capitale” senza reagire, senza che ci sia stata una qualsiasi iniziativa imprenditoriale (Gerardo escluso), senza che che ci sia stato un tentativo di interrompere questa lenta “agonia commerciale”. Basta vedere Baceno,
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che dista solo 2 km, per capire come sia possibile rivitalizzare un paese con delle attivita’ che contribuiscano a giustificare la permanenza stabile dei suoi abitanti.

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Uno di questi sfascia famiglie e rovina amicizie col bigliettino.

Perché tanto lo so, potete contarne sempre almeno uno anche se oserei dire almeno cinque sotto il vostro albero addobbato.

L potrebbe essere come quello che fu regalato a me un Natale:monocolore, giallo banana composto da fuseaux ( si chiamavano così all felpa e cioè un manicotto da mettere al collo. Potrebbe altrimenti essere un maglione così festivo che Babbo Natale piuttosto esce in mutande, un paio di pantalonicolor male di vivere o una maglietta con dei disegnidicristalliche sottintendono più della parola crazy nellabio di Facebook.

Il significato di questo regalo è: volevo tantissimo farti un regalo personale e indovinato, poi sono stato allIl modello classico è a forma di orsetto, gattino o personaggio dei cartoon. Danno l idea di essere sì bruttissime ma tutto sommato molto calde, invece no. Tutto il posto disponibile è stato già occupato dall resta solo uno stretto vano di entrata fino alla sottilissima suola antiscivolo, che porterà i tuoi piedi a contatto col pavimento gelido. Utilizzare questo tipo di pantofola è come camminare scalzi, ma con un gatto attaccato alle caviglie. La versione deluxe natalizia prevede anche la forma di elfo orenna alla quale, premendo un orecchio, si illumina di rosso il naso mentre suona Jingle Bells.

Il significato di questo regalo è:volevo umiliarti ma non sapevo come.

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Tutti gli oggetti di lana cotta, abitualmente eco e solidali e coloraticon tinture naturali, hanno questo effetto hobbit incontra la gattara vegana Possono anche essere splendidi e di amabile fattura, fatto sta che se sei vestita in lana cotta la gente automaticamente immagina nel tuo vocabolario parole come macrobiotico, pannolini lavabilie faccio il sapone in casa. Questo va benissimo per persone che sono coerenti con lo status, un po meno se hai l di About a Boy e vuoi imporre lo hobbit e la gattara a qualcun altro.

Il significato di questo regalo è:ti ho mai parlato delle scie chimiche?Coi disegni coccolosi e la stoffa sulle ginocchia chediventa un sacccoccio al secondo utilizzo, questo pigiama è usato per farti sentire un reietto della società e un fallimento ambulantenel breve intervallo in cui passi davanti allo specchio, tra la colazione e il momento di vestirti. La gente che dice stare tutto il giorno in pigiama probabilmente ha questo pigiama. Esso è un buco nero, un vortice oscuro che ti risucchia verso i meandri della versione peggiore di te stesso: quella che non leandava di vestirsi, che hale briciole nel letto e che si è annusata l significato di questo regalo è:la vita sociale è sopravvalutata.

Il set di saponi

Nel set di saponi, abitualmente contenuto in un cestino bianco o in una scatola di cartone colorata,
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ci sono: delle saponette alla violetta che odorano di niente. Un bagnoschiuma al naturale che odora di sapone liquido dell Una crema alla dilimone che odora dipiatti lavati. Una spugna sintetica che nel giro di 24 ore dal suo utilizzo conterrà il virus della salmonella eun forma tifoide.

Il significato di questo regalo è: potresti migliorare la gestione delle tue esalazioni corporee.

Il cofanetto

un cofanetto? chiese il bambino. cofanetto è quella cosa che si fa scadere rispose il saggio. Il cofanetto, che contiene una lussuosa offerta tra esperienze o viaggi appetibili, è notoriamente studiato per posizionarsi tra le coordinate direttamente proporzionali alfa, della maggior distanza o difficoltà di raggiungimento (noto come sbatti) e beta, del maggior interesse per l Il saggio giura che se ti regalassero e mortacci invece di e gusto esso sarebbe posizionato esattamente a cinque minuti a piedi da casa tua.

Il significato di questo regalo è: misurerò la tua amicizia in base a quanto tempo ci metti a usufruire del cofanetto, e te lo chiederò ad intervalli regolari di 15 giorni.

Il dono inquietante

Eccola li, me la ricordo ancora come se fosse ieri. Una befana di stoffa con lo sguardo da serial killer alta novanta centimetri, che ho riposto in un armadio. Quell poi, per anni, non l più aperto da sola per paura che la vecchia saltasse fuori e mi uccidesse. Un volta mi hanno regalato un originale troll dalla Norvegia alto trenta centimetri. Infine, a chi non è mai capitata una qualche statuetta dallo sguardo maniacale, o un ciondolo gotico sicuramente coperto da qualche antica maledizione?

Il significato di questo regalo è:sette giorni (cit.).

Il boxer imbarazzante

Una volta sono uscita con un uomoche aveva dei boxer con sopra disegnati degli hot dog sorridenti con scritto me Solo una volta. Il boxer improbabile è il classico regalo in famiglia o tra fratelli. Vuole essere uno sfottò un po cameratesco, ma sopravvaluta la capacità maschile di cambiarsi le mutande. Pensateci: un boxer pulito in più a casa. E quasi matematico che prima o poi, per mancanza di altri indumenti intimi puliti, esso venga indossato. Se riflettete sul fatto che quando un uomoha veramente bisogno di indossare boxer puliti è quando esce con una ragazza, la combinazione è letale. Hanno ucciso più relazioni i boxer orribili delle corna, io credo.

Il significato di questo regalo è:mi rifiuto di pensare che tu abbia una vita sessuale, quindi te la ammazzo in partenza.

L gadget tecnologico

Calcola l di tempo tra un insulto e l nelle partite di calcio, poi te lo posta su Facebook. Cambia colore della luce ogni volta che qualcuno fa una puzzetta. Se capovolto, emette dei lamenti finché non lo si rimette in posizione normale. Applica il principio della lava lamp allo specchio del bagno. L gadget tecnologico si vende in pretenziosi negozi anti hipster frequentati da gente con le Hogan. Le sue caratteristiche sono: ha un prezzo non commisurato alla sua inutilità, ha colori sgargianti o metallici ed è difficile da spiegare.
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Natale è il periodo dell’anno in cui ci si sente, o ci si dovrebbe sentire, più uniti e più buoni, e per dare enfasi a questo sentimento ci si scambiano regali.

purtroppo anche il momento in cui il consumismo raggiunge il suo apice e i giustificativi morali tendono a prendere il sopravvento, ebbri della gioia e festosità dilagante.

Partendo da questi presupposti ho voluto quindi stilare una lista di regali che mi piacerebbe ricevere o fare, ad amici e parenti che come me hanno abbracciato una dieta alimentare priva di carne e il più possibile a bassi impatto ambientale:Chi non ha mai ricevuto un portafoglio a Natale alzi la mano! uno tra i più banali ma più gettonati regali, augurio di rinnovamento, talismano di ricchezza, se poi è vegan e ci si fanno trovare dei soldi dentro e anche meglio. Potete ad esempio optare per la linea SONOVERDE, che propone un portafoglio riciclabile e resistente (perché in microfibra) e 100% vegan.

2. Un viaggio a Berlino

Come scritto in questo articolo riguardo le città vegan friendly, Berlino è considerata la capitale europea della filosofia vegana e, quindi, perché non regalarsi o regalare un viaggio in una città strepitosa, all’insegna di arte e cultura, deliziandosi il palato in pieno relax e consapevolezza?3. Panettoni e altre leccornie natalizie

Diciamolo pure, Natale non è Natale senza quella miriade di dolci e schifezzuole iperproteiche che ingurgitiamo durante le festività come se non ci fosse un domani.

E allora, se proprio vogliamo farci del male, che almeno i nostri amici animali non ne vadano di mezzo e fortunatamente i supermercati iniziano ad abbondare di prodotti vegani quali panettoni, torroni e via dicendo e vale la pena consultare store on line, come iVegan, che si occupano di cibo ecosostenibile.

4. La cultura vegan sotto l’albero

Una delle cose che depongono a favore del Natale è che ci sentiamo tutti oltre che più buoni, anche più intelligenti, e un must che non deve mancare sotto l’albero è un buon libro. Io consiglio, se non l’avete ancora fatto, di dare un’occhiata a questo articolo, se siete a caccia di qualche titolo per i vostri regali vegan. Tra le più recenti uscite in libreria ci tengo a segnalarvi due titoli, il primo utilissimo, “La Cucina Regionale Italiana Vegana I classici della tradizione rivisitati al naturale”, per nuove sperimentazioni culinarie cruelty free. Il secondo, visto che un alone di tristezza questa festa lo lascia sempre, riguarda due libri a fumetti di ricette vegan che hanno come protagonisti Morrissey e Nick Cave. I due noti cantanti ci fanno da Cicerone nel mondo del “comfort food”, grazie ai disegni di Automne Zingg, in collaborazione con lo chef vegan Joshua Ploeg.

6. Scarpe vegan

E ovviamente, sempre per rimanere in tema di abbigliamento, non possono mancare le scarpe, che, fregiandosi finalmente della dicitura vegan, stanno invadendo il mercato. Vi segnalo Noah Shop, tra i tanti siti, dove potrete trovarne dalle più classiche alle più bizzarre.

7. Apparecchi per la cucina

I vostri amici vegani e non solo, apprezzeranno certamente uno tra i tanti prodotti quali: estrattore, per succhi di frutta sanissimi, yogurtiera e macchina per il tofu per esaltare le proprietà e il gusto della soya, e un’originalissima germogliera. Quest’ultima, posso assicurarvi, essere usatissima e apprezzata da vegani, crudisti e chiunque voglia spaziare nel mondo dell’alimentazione.

8. Creme per il corpo non testate su animali

Il Natale, oltre che donare gioia, e perché no, anche tristezza e malinconia, ci regala sicuramente una dose spropositata di stress, e così, approfittiamone per coccolarci con oli essenziali e creme per il corpo.

9. Una scorta di frutta e vitamine tradizione secolare nei paesi del Sol Levante ma anche da noi è un regalo sempre molto gradito il classico cesto di frutta, secca e non, e così perché non sbizzarrirsi a provare e far assaggiare prodotti anche i più rari ed esotici. Il sito di Frutta Web ci offre questa possibilità con idee già confezionate per l’occasione o per prendere spunto per una composizione tutta nostra.

10. Vegagenda 2017

Un altro classico è l’intramontabile agenda del nuovo anno, su cui appuntare da subito i buoni propositi futuri che si spera vengano il più possibile presi sul serio, e su tutti mi auguro spicchi quello di mangiare in modo più responsabile.

Il mio augurio più grande comunque va al pianeta e alla speranza che un’alimentazione più consapevole aiuti a risanare le ferite che stiamo continuando a infliggere alla terra e ai suoi abitanti, tra cui noi stessi. Come molti di voi sapranno il grande Albert Einstein era vegetariano ed era solito dire “Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l verso una dieta vegetariana.”.

E se oltre ai regali, siete anche a caccia di ricette per un menù di Natale cruelty free date un’occhiata a queste 10 ricette, da me selezionate sul web.

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Buongiorno ragazze! Il Natale si avvicina, ed è inevitabile pubblicare un nuovo post della Christmas Guide. E’ inevitabile anche dedicarlo ai regali Natalizi!

E proprio come l’anno scorso, oggi vi propongo tantissimi siti su cui acquistare i regali di Natale per amiche, patenti e magari fidanzati (anche se questa guida è prettamente femminile!).

Una cosa che sono sicura vi farà piacere e renderà vantaggioso acquistare su questi siti, è che ognuno di questi shop online ha dedicato a Only Shopping e a voi dei coupon per fare i regali di Natale. Risparmiando!

Spero troviate ciò che state cercando: la lista è divisa per settori! Buona lettura e. Buono shopping!

Per un regalo personalizzato e originalissimo. Auronia è ciò che cercate! Magliette personalizzate grazie all’invio di una foto ritratto il team Auronia può realizzare una bellissima grafica da inserire su t shirt e cover per telefono. Potete anche regalare una gift card Auronia e lasciar provare a chi riceverà il regalo questo bellissimo servizio. Le consegne sono garantite entro Natale per ordini effettuati entro il 16 Dicembre!
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