«Nonna ho perso il bus, resto qui» –


Potrebbe essere stata abusata quando non era più cosciente Desirée, la ragazza di soli 16 anni trovata morta la settimana scorsa in uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Un’ipotesi, terribile, su cui si sta concentrando l’attenzione degli investigatori che sono al lavoro per far luce sulle ultime ore di vita della giovane di Cisterna di Latina. E le indagini potrebbero essere vicine a una svolta. 
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La polizia ha ascoltato oggi in Questura alcuni testimoni che il giorno della morte di Desirée e nei giorni precedenti hanno frequentato quello stabile abbandonato di via dei Lucani. Si cerca di ricostruire dunque con chi la sedicenne abbia trascorso le ultime sue ore di vita. Ma le indagini si concentrano su sei persone, interrogate dagli inquirenti. Bisogna capire chi abusò di Desiree, chi l’ha uccisa. Dalle risultanze dell’autopsia emergerebbero l’assunzione di droga e tracce di uno o più rapporti sessuali. Non sono stati riscontrati, invece, segni di violenza come percosse o ferite. L’ipotesi investigativa è che Desirée possa essere stata abusata da una o più persone quando non era più cosciente per assunzione di stupefacenti. Gli investigatori della Squadra Mobile di Roma, diretti da Luigi Silipo, sono perciò a lavoro per dare un volto e un nome a chi quel giorno era nell’edificio abbandonato frequentato da sbandati e da pusher. Un luogo desolato che sembrerebbe Desirèe conoscesse bene e che abbia frequentato anche in passato. A quanto ricostruito dagli inquirenti la ragazza orbitava nel palazzo già da un paio di giorni prima della morte. L’ultima telefonata di Desirée prima di morire risale proprio a due giorni prima del ritrovamento. «Ho perso l’autobus, resto a Roma da un’amica», ha detto la ragazza alla nonna materna contattandola il 17 ottobre. Una telefonata arrivata da un’utenza privata che insospettì la famiglia che il giorno dopo sporse denuncia per scomparsa. E un ragazzo, che ha preferito l’anonimato ma ha parlato con la trasmissione Storie italiane, racconta che a Desiree era stato rubato il telefonino: «la lasciai alle 4 di mattina davanti a quello stabile dove entrò, forse cercava il telefonino». Da quell’edificio Desiree non è mai più uscita. ​

 


Mercoledì 24 Ottobre 2018, 14:19 – Ultimo aggiornamento: 24-10-2018 22:16
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