“Non può allattare né mangiare pastiglie” –


Niente pastiglie, siamo giapponesi: potrebbe essere questo il titolo di un articolo sulla curiosa vicenda che giunge dalle cronache del Sol Levante, dove una consigliera comunale è stata espulsa dall’aula perché aspirava una pastiglia contro il raffreddore durante un intervento pubblico. Un anno fa era stata cacciata un’altra volta perché aveva osato addirittura portare in aula la figlia di soli sette mesi, con conseguente rischio di poter doverla allattare, scandalizzando così i pudici occhi dei colleghi.

Il caso di Yuka Ogata, consigliera comunale della città di Kumamoto, nell’isola meridionale di Kyushu, sta facendo il giro del mondo. La donna è stata accusata di cattiva educazione per aver sorbito una pillola contro i mali di stagione mentre prendeva la parola dal proprio banco. E successivamente è scattata la punizione: la Ogata è stata interrotta nel bel mezzo del proprio intervento e invitata ad allontanarsi dall’aula consiliare.

L’anno scorso una scena simile si era ripetuta quando la donna era giunta in consiglio con la figlioletta poco più che neonata: una presenza non gradita perché, si ipotizzò, la bimba avrebbe potuto aver bisogno della poppata e la vista del seno della donna non avrebbe mai dovuto turbare la vista degli altri consiglieri. Alla Ogata in quel caso sarebbero addirittura state chieste delle scuse pubbliche da parte dell’amministrazione comunale, come peraltro è stato fatto anche adesso in occasione del pastiglia-gate.

Lei però non cede e, con grande educazione, difende le proprie posizioni rintuzzando quelle dei politici che la vogliono censurare: “Si sentivano male perché i loro atteggiamenti obsoleti erano stati esposti e criticati in pubblico – ha dichiarato la consigliera comunale giapponese – Da allora, hanno cercato di ritrarmi come qualcuno che si comporta egoisticamente e irragionevolmente”



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