Napoli-Sassuolo 2-0: Ounas e Insigne creano, Ospina conserva


Un record l’ha già raggiunto, il Napoli è la squadra che ha segnato di più nei primi quindici minuti. Il sospetto che siano le continue trasformazioni di Ancelotti a sorprendere, pronti via, gli avversari è più che legittimo. E lui a fine gara ironizza: «Non sono mica matto. Se cambio tanto è perché sono tutti bravi».

Stavolta, il Sassuolo. Si ritrova sotto dopo tre giri d’orologio senza aver capito che Ounas nell’inedita versione di prima punta poteva superare Magnani con un pallonetto di quelli d’autore e poi andare al tiro di sinistro. Tutto molto facile, grazie anche all’errore di Locatelli che gli confeziona l’azione.

Il Napoli torna a vincere in campionato dopo la sconfitta allo Stadium, superando anche il rischio euforia per l’impresa in Champions contro il Liverpool. Ma non è un copione semplice, perché il Sassuolo non si snatura: lascia giocare e gli azzurri sprecano, ma gioca anche. E se Ospina non si fosse trasformato nell’uomo che para tutto con i piedi, la squadra di De Zerbi avrebbe avuto modo di riaprire la gara, più volte.

Riavvolgiamo il nastro: otto cambi di Ancelotti rispetto alla sfida europea di mercoledì scorso, ventuno i giocatori finora scesi in campo da titolari. Un record, anche questo. Ma se una sera di ottobre non fosse diventata la notte di San Lorenzo, probabilmente la partita sarebbe stata più complicata da gestire. Il santo (o la stella) è il solito e inesauribile Insigne, prima partita in panchina per lui che entra nella ripresa e inventa il gol che mette la vittoria in cassaforte. È il 70’, ed è il miglior momento del Sassuolo. È il suo settimo gol stagionale tra campionato e Champions, il settantesimo in carriera.

A quel punto il Napoli ha dovuto soltanto controllare una partita che gli ospiti hanno finito in dieci per un rosso diretto (severo) a Rogerio per fallo su Callejon. E ringraziare anche i prodigiosi interventi di Ospina che ha negato a Babacar e soprattutto a Berardi il gol che probabilmente il Sassuolo avrebbe meritato. De Zerbi ha pagato la scelta dell’undici iniziale senza Berardi ma non ha mai rinunciato a giocare; Ancelotti ha le spalle talmente larghe da potersi permettere di sperimentare. Salvo poi rimediare con Insigne una gara che nel primo tempo era stata un tiro al bersaglio (sprecano in malo modo Zielinski e Mertens) verso la porta difesa da Consigli.

Sette le palle gol confezionate dal Napoli nei primi venticinque minuti. Mentre il Sassuolo, bello anche da vedere, non dava l’impressione di poter infierire. La scena si è ribaltata nel secondo tempo, con il Napoli più sulle gambe e il Sassuolo effervescente con i cambi di De Zerbi. L’ha vinta la squadra più forte, ed è stato il cambio di Ancelotti ad essere determinante per continuare la corsa sulla Juventus. Re Carlo è però più realista: «Nessuna corsa, proviamo soltanto a restare aggrappati». E probabilmente ha ragione anche stavolta.

7 ottobre 2018 (modifica il 7 ottobre 2018 | 21:24)

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