Morso dal serpente di mare, ragazzo di 23 anni muore dopo due ore


Un pescatore britannico di 23 anni morto gioved dopo essere stato morso da un serpente di mare, al largo della costa settentrionale australiana, mentre stava tirando le reti a bordo della sua barca. Non era mai successo: secondo quanto riportano i media anglosassoni, si tratta della prima volta che un essere umano muore nel Paese per colpa di questo rettile, sebbene sia velenosissimo. Impossibile l’intervento sul posto: solo il ricovero d’urgenza in ospedale, e la somministrazione di un apposito antidoto, avrebbero potuto salvargli la vita. Ma l’elisoccorso alzatosi in volo dalla citt pi vicina – Darwin, distante 700 km – stato fermato e fatto rientrare quando si trovava ormai a met strada: era gi troppo tardi, il giovane deceduto appena un paio d’ore dopo il morso. La localit in cui avvenuto l’incidente – nel Northern Territory, davanti alla sperduta isola di Groote Eylandt – infatti estremamente remota e, in questi casi, indispensabile intervenire tempestivamente prima che il siero entri in circolo nel sangue diffondendosi nei tessuti. Nonostante la dinamica dell’accaduto appaia piuttosto chiara, i magistrati hanno comunque disposto l’autopsia sul cadavere del ragazzo, proprio per la rarit di questo genere di decessi: l’intenzione scoprire se soffrisse di patologie pregresse che potrebbero aver aggravato gli effetti del veleno.

I serpenti marini

Non stiamo parlando ovviamente dell’enorme creatura acquatica presente in numerose mitologie, simile a un drago, che terrorizzava con la sua ferocia i naviganti dell’antichit. L’animale che ha ucciso il 23enne noto col nome scientifico di “hydrophiinae”: un serpente noto alla zoologia, ben diverso e molto pi piccolo del leggendario omonimo. Ma altrettanto letale. Nell’Oceano Pacifico e Indiano ci sguazza: della settantina di specie tropicali conosciute, 30 vivono in Australia. Nonostante siano estremamente velenosi, i serpente di mare non sono considerati aggressivi e raramente attaccano l’uomo, a meno che non siano provocati; inoltre difficile, come sottolinea la Marine Education Society, che iniettino un gran quantit di tossine, limitandosi generalmente a un lieve e rapida puntura. La maggior parte di questi incidenti accade di solito proprio sui pescherecci da traino, quando i serpenti, sentendosi trascinare alla luce dalla profondit del mare, s’innervosiscono percependosi minacciati. Il loro corpo, in tutto simile ai serpenti terrestri, si adattato nei millenni all’ambiente marino: le narici si possono chiudere ermeticamente, la coda assomiglia a una pinna e la testa lunga e larga favorisce lo spostamento in acqua.

5 ottobre 2018 (modifica il 5 ottobre 2018 | 19:52)

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