Monza, ecco Brocchi: «Mi accusano di essere il cocco del presidente, ma sono uno che lavora tanto»


Di nuovo insieme, dopo aver sollevato insieme Coppe dei Campioni e aver guidato il Milan nella primavera del 2016. Cristian Brocchi torna a lavorare per Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Lo fa al Monza, dopo otto giornate di campionato dopo le quali il club brianzolo ha accumulato sette punti di ritardo dalla vetta. Sostituisce Zaffaroni legandosi ai biancorossi fino al 2020 con rinnovo automatico fino al 2021 in caso di promozione in Serie B. Ma non ditegli che siede in panchina perché è il pupillo del presidente. «Ieri c’è stata la telefonata con il presidente. Berlusconi mi ha chiamato dal pranzo» spiega Brocchi. “Era contento che si potesse tornare a lavorare insieme. Sono passato per essere il cocco del presidente in maniera eccessiva. Qualche volta bisogna sottolineare i meriti. Il fatto che mi abbiano richiamato in panchina significa che oltre all’aspetto affettivo c’è pure quello lavorativo”. La strada non sarà in discesa e il neo tecnico sarà chiamato a lavorare più sull’aspetto mentale che tecnico-tattico. “Di certo l’arrivo di persone importanti come Adriano Galliani e Silvio Berlusconi deve aver messo pressione ai giocatori, ma ora loro devono pensare solo a giocare a calcio. Se l’aumento di responsabilità e attenzione è un colpo che devono assimilare, li dovrò aiutare a scendere in campo con la serenità giusta”.

Crisi

Il Milan, dopo il closing targato Fininvest, non ha più vinto. Ma la circostanza, pur spiacevole, preoccupa fino a un certo punto l’ad del Monza. “Ieri con il presidente ci siamo ricordati di quando successe al Milan nel 1986 quando subentrammo. Trovammo una situazione ben peggiore fra aule di tribunale e stipendi non pagati. Dopo il nostro arrivo la squadra fece meno bene di quando si trovava nella tempesta. Poi però iniziò la cavalcata. I cambiamenti all’inizio danno turbolenza ma in seguito arriva il sereno: all’inizio non andammo in Europa ma poi disputammo otto finali di Champions. Sono convinto che nel medio-lungo periodo con questa proprietà faremo bene” dichiara Galliani. Con Brocchi arriverà dal Milan il preparatore Pietro Lietti -”ringrazio Lupi, Gattuso, Leonardo e Maldini che hanno acconsentito alla rescissione del contratto per lasciarmelo a disposizione” ricorda l’allenatore- e il suo vice Alessandro Lazzarini. Brocchi arriva con i consigli di Capello, al Brianteo domenica ad assistere alla sconfitta con il Teramo. “Fabio poi l’ho visto a San Siro al derby. Avevamo lavorato insieme in Cina. Mi ha detto com’era andata la partita del pomeriggio e mi ha trasmesso i suoi punti di vista. E’ stato un anno importante al suo fianco. I suoi consigli mi serviranno per approccio alla squadra anche se io ho visto tutte le partite”. Galliani rivendica la paternità dell’investitura di Brocchi (”non è il cocco di nessuno, l’ho scelto io”), chiama Fossati del Verona ad allenarsi con il Monza in attesa di essere tesserato a gennaio e sogna di riempire il Brianteo. “A partire dalla gara di Coppa Italia con il Novara della prossima settimana, per avere più tifosi introdurremo prezzi dimezzati. Gli Under 16 pagheranno solo 2 euro. Vogliamo riportare i tifosi allo stadio: stiamo lavorando per aumentare la capienza a 7500 posti. Siamo qui per fare il massimo”. Basterebbero i tre punti, nel breve.

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 15:09)

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