Mini-cartelle, stralcio anche sui mille euro –


La rottamazione 3.0 è un elemento centrale della Pace fiscale messa a punto dal governo con il decreto legge approvato da Palazzo Chigi la scorsa settimana. Tuttavia l’operazione, che consente di versare le tasse arretrate godendo della cancellazione di sanzioni e interessi di mora, si incrocia con la rottamazione-bis attualmente in corso: un elemento che rischia di disorientare chi ha già aderito e già versato la prima rata.

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Questi contribuenti, di fatto, confluiranno all’interno della rottamazione-ter, godendo di condizioni migliori rispetto a quanto pattuito con lo Stato nella scorsa primavera. Ad esempio, avranno più tempo per versare le rate previste per quest’anno (l’ultima era in programma per fine ottobre) e potranno passare in cassa entro il 7 dicembre diluendo quelle da pagare nel 2019 con un interesse ridotto dello 0,3%. Non solo, la nuova rottamazione rimette in gioco anche chi ha saltato le prime rate: versando il 60% del debito entro fine anno potranno risalire sul carro.

LA SCELTA

In pratica, alla data del 7 dicembre, i vecchi rottamatori e i nuovi rottamandi si troveranno sullo stesso treno. E potranno estinguere i ruoli dal 2000 al 2017 con il pagamento del capitale e dell’aggio dovuto all’agente della riscossione in un’unica rata (entro il 31 luglio 2019) o in dieci. Le rate scadono il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno e saranno quindi spalmate, anche in questo caso, in 5 anni, più convenienti rispetto alle precedenti definizioni agevolate. Se si sceglie il pagamento rateale è previsto un interesse del 2% annuo. L’adesione alla nuova rottamazione va comunicata entro il 30 aprile 2019 (e il fisco dovrà dare l’ok entro il 30 giugno) e vale anche per chi ha già optato per la rottamazione (e non è al momento in regola con le rate) e per la rottamazione bis. La rottamazione è prevista anche per le multe ma in quel caso non c’è lo stralcio ma solo la cancellazione delle sanzioni. Con la domanda di adesione, i contribuenti devono rinunciare a proseguire eventuali cause pregresse con il fisco.

L’ESTINZIONE

In cambio, lo Stato garantisce che non procederà con nuovi fermi amministrativi, ipoteche e procedure esecutive. Inoltre, il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute determina l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo. Tuttavia, in caso di mancato o tardivo versamento delle rate, l’Agenzia delle Entrate riprenderà l’attività di riscossione tornando a chiedere non solo tutte le imposte non versate, ma anche il carico di interessi di mora e sanzioni.

Con la rottamazione-ter arriva anche l’annullamento automatico per le cartelle sotto i mille euro emesse tra il 2000 e il 2010. Le somme versate dai contribuenti prima dell’entrata in vigore del decreto sono irrecuperabili, mentre quelle corrisposte dopo sono invece rimborsate o imputate ad un’altra eventuale rottamazione. Un elemento importante del quale tenere conto è che lo stralcio terrà conto non solo del capitale ma anche, si legge nell’articolo 4 del provvedimento, di «interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati». In poche parole una cartella con un importo totale ben superiore a mille euro potrebbe essere interamente stracciata, a patto che le singole poste (Irpef, multe, Irap, Ici o altro ancora) non superino quella cifra. Tra l’altro, in questo caso, il debitore dovrà solo attendere che l’Agenzia delle Entrate indichi nell’estratto conto del contribuente l’avvenuta cancellazione, passaggio che avverrà nel 2019, del debito residuo o dell’importo delle somme ancora dovute.

IL MECCANISMO

Tornando alla rottamazione sopra i mille euro, in Parlamento sono previste ulteriori novità che cambieranno ancora il quadro: il governo punta ad introdurre il meccanismo del saldo e stralcio anche delle cartelle più onerose per chi è in difficoltà economica. Potrebbero essere previste tre aliquote (6, 10 e 25%, secondo una proposta della Lega) per consentire di abbattere quanto dovuto al fisco per cartelle non pagate. E Sarà l’Isee lo strumento tecnico per stabilire, eventualmente, a chi e in quale misura ridurre il debito a carico di imprese e cittadini.


Giovedì 25 Ottobre 2018, 08:40 – Ultimo aggiornamento: 25-10-2018 10:00
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