Milan-Sampdoria 3-2: tra distrazioni e vecchi difetti Suso trova il jolly


Proprio come nella sfida di Reggio Emilia con il Sassuolo, a cui la Gattuso band arrivò fra le polemiche e la posizione di instabilità dell’allenatore, il Milan quando l’acqua sale alla gola si ritrova e riparte. Rino tira un sospiro di sollievo, placa i rumors e con una prestazione gagliarda dei suoi tre attaccanti batte la Samp di Quagliarella e dell’ex Saponara. Quest’ultimo peraltro particolarmente vendicativo. «Mi sono tolto un sassolino dalla scarpa», dichiara il trequartista.

Dopo la settimana più tormentata della sua gestione, vivacizzata dalla sconfitta nel derby e dall’eurofiguraccia con il Betis, Gattuso si convince a riempire l’area affiancando Cutrone ad Higuain e soprattutto ad affidarsi ai titolarissimi. Fatta eccezione per Bonaventura, nemmeno in panchina a causa di una lieve infiammazione al ginocchio e sostituito da Laxalt come esterno sinistro nel 4-4-2, Rino si gioca permanenza e credibilità con i suoi uomini.

Il primo tempo è un cocktail di errori difensivi ma anche di voglia e vis agonistica. Se in Europa League la squadra era parsa molle e senza idee, contro la Sampdoria guidata da Saponara, suggeritore di Defrel e Quagliarella, il Milan almeno ha dimostrato di volere il risultato. Dopo un tiro finito sull’esterno della rete di Higuain, i rossoneri sono passati in vantaggio al 17’ grazie a un’azione innescata da Calabria e rifinita da Suso, abile finalmente a indovinare un cross dalla destra. Sulla palla si avventa Cutrone che anticipando Bereszynski porta di testa in vantaggio il Milan. La tensione si scioglie, forse fin troppo. Così sale in cattedra Saponara che 4’ dopo, sfruttando un superbo lancio dalla sinistra di Quagliarella, si fa beffe di Calabria e di destro pareggia.

Il Milan accusa il colpo e al 31’ Calabria ha di nuovo sulla coscienza un gol dei liguri. Quagliarella infatti lo anticipa in scioltezza segnando al volo il gol del raddoppio su suggerimento splendido di Saponara. L’aria gelida spazza San Siro ma Gattuso, in sofferenza, si solleva le maniche della camicia. Si sgola per richiamare all’ordine i suoi e Higuain a dieci minuti dalla fine del primo tempo realizza la rete del 2-2, ottimizzando un passaggio ravvicinato di Cutrone. Nota a margine: il baby bomber non inanellava gol e assist nella stessa gara dalla partita di esordio a Crotone nell’agosto dello scorso anno.

Nella ripresa i milanisti prendono coraggio e grazie alle incursioni di Laxalt sulla sinistra -bravo a servire dopo soli 2’ Higuain, impreciso davanti ad Audero– e di Suso sulla corsia opposta (velenoso il tentativo da fuori area al 14’) realizzano occasioni. E’ solo l’antipasto di quanto avviene attorno all’ora di gioco quando lo spagnolo irride Sala -subentrato nel primo tempo a Murru- e con un tiro a giro dei suoi scaccia le streghe da San Siro. A un quarto d’ora dal termine Cutrone che riceve l’ovazione dello stadio esce per lasciare il posto a Castillejo mentre poco più tardi Abate sostituisce Calabria, costretto a uscire zoppicando. Ci sarebbe spazio anche per il poker di Laxalt che in due occasioni, prima di testa e poi di piede ha l’occasione per sigillare la vittoria ma il palo lo ferma. Gattuso torna a respirare (al fischio finale ha un battibecco con il quarto uomo), il Milan vola al quinto posto in classifica e fra tre giorni con il Genoa ha l’occasione di irrompere nella zona Champions.

28 ottobre 2018 (modifica il 28 ottobre 2018 | 20:01)

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