Milan, Gattuso: «Con la Sampdoria voglio undici Cutrone in campo»


“Non siamo morti e io non ho certo mollato”. Rino Gattuso da’ molti titoli nella conferenza stampa prima della gara fondamentale contro la Sampdoria, che il suo Milan deve vincere per rimettersi in corsa in campionato e tranquillizzare tutto l’ambiente. Il primo è un inno alla sua squadra e alla fiducia nei suoi giocatori, che sembrava incrinata dopo la “grande delusione” con il Betis, quando Rino aveva parlato di aver “perso la bussola”.
“Sono un uomo di mare e la barca la so portare in porto comunque. Quando arrivano sconfitte mi brucia ma so quanto posso dare ancora a questi colori. L’altro giorno non siamo riusciti a fare nulla di quello che avevamo preparato, c’era rammarico ma guardiamo avanti e con la Samp voglio vedere una squadra con grande carattere e voglia di riscatto. Questa squadra può fare molto di più”.

Undici Cutrone

Gattuso crede nella sua squadra e nei propositi di rivincita, ma qualcuno (nonostante le dichiarazioni dei giocatori che sostengono a spada tratta l’allenatore) dopo il Betis ha cominciato a mettere in dubbio che la squadra creda in Gattuso. O quanto meno che sia in grado di seguirlo. Gattuso va dritto al punto. “Non devono giocare per me. Se ne sta parlando troppo di questa storia, sembro l’unico allenatore al mondo che è in bilico. Fa parte del gioco, io devo fare risultati e i ragazzi giocare bene per loro stessi e i loro contratti. Il problema non deve essere che io sono a rischio, ma ritrovare i risultati. So che questi ragazzi credono fortemente in me, non siamo brillantissimi e facciamo una fatica pazzesca ma se devo mettere la mano sul fuoco ce la metto, ma non solo la mano, anche tutto il corpo col rischio di scottarmi completamente”. Con la Sampdoria di Giampaolo (“che ha incassato solo quattro gol in stagione e gioca molto bene”), serve quindi un Milan diverso. Intanto nello spirito. “Voglio 23 leoni. Lo spirito di Cutrone? Sì, voglio undici in campo che entrino con la sua voglia. Poi certo serve anche qualità”.

Doppia punta

Tra le contromisure adottate, una – la più importante – riguarda la mentalità e un’altra la tattica. “Io devo dare tranquillità e serenità. Serve ritrovare spensieratezza e quei guizzi che vanno oltre lo schema. Cerchiamo qualcosa in più a livello individuale, i ragazzi devono divertirsi. In passato ci siamo riusciti. Sembra che se non riusciamo a giocare come abbiamo preparato, andiamo in difficoltà. Adesso arrivò a dire che non mi importa che rispettino i nostri principi di gioco, basta che ci mettano energia, cazzimma, che siano meno piatti”. La seconda mossa, che verrà decisa dopo l’allenamento, sarà di aggiungere una punta e cambiare sistema di gioco, passando probabilmente al 4-4-2, anche perché Kessie e Calhanoglu non stanno ancora bene. E vedremo se Cutrone al fianco di Higuain servirà a far passare il nervosismo dell’argentino. “Quando la squadra non funziona, è normale che la punta ne risenta. Non è brillantissimo e gli arrivano pochi palloni, ma è la squadra che deve farlo rendere al massimo. Lui però deve essere meno nervoso: non può stare sempre con le braccia alzate, deve applaudire i compagni, dare prove di incoraggiamento e ne abbiamo parlato. Col Betis sul rigore negato a Castillejo ha protestato troppo. Ci stanno gli errori degli arbitri o dei compagni, ma non deve perdere energie in questo. Lui è un leader nel gruppo, fa stare tranquilli tutti e scherza con tutti. È una guida”. Con la Samp servirà anche il suo contributo.

27 ottobre 2018 (modifica il 27 ottobre 2018 | 16:29)

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