Milan, fiducia a tempo a Gattuso E ora Higuain è diventato un caso


Abbiamo perso la bussola. Quella di Gattuso l’ammissione, la confessione di una crisi. Vera, serissima, profonda. Perch stavolta al suo Milan nella sconfitta contro il Betis manca l’alibi, manca il se, non c’ un gollonzo al 92’ che fornisca le attenuanti generiche, le riflessioni ipotetiche, se finiva 0-0, se Gigio stava in porta, se Icardi non la pigliava. Niente di tutto questo, stavolta c’ solo un povero Diavolo con i suoi demoni, stroncato per la seconda volta in quattro giorni, stavolta per in maniera netta, indiscutibile, appunto senza se. E c’ soprattutto un allenatore attorno al quale l’aria si fa sempre pi irrespirabile. La sua analisi lucida, prestazione imbarazzante, ma chiaramente non basta a mettere al riparo la sua posizione.

Che da ieri sera s’ aggravata, nonostante la fiducia garantitagli dal club prima e soprattutto dopo il fiasco col Betis che complica il girone. Non ho mai pensato a un altro allenatore aveva assicurato prima di cominciare il d.t. Leonardo. Sar, per di certo anche il silenzio suo e degli altri dirigenti rossoneri nei giorni successivi al derby aveva contribuito ad alimentare le voci di un avvicendamento in panchina. Ipotesi che, va detto, almeno per il momento non stata presa in considerazione. Nel caso per in cui la situazione precipitasse l’identikit pi gettonato quello di Roberto Donadoni, che avrebbe superato l’irraggiungibile Antonio Conte. Vedremo, di sicuro l’esito delle due prossime cruciali sfide con Sampdoria e Genoa chiarir lo scenario. Niente ultimatum, fa sapere la societ, ma di certo servir qualcosa di molto diverso da quanto s’ visto ieri.

Perch alla fine il Betis passato con un risultato che non sintetizza il copione di una gara a senso unico per oltre 80 minuti, prima che Cutrone segnasse la rete che ha illuso un San Siro triste e semivuoto. Gli andalusi scavalcano il Milan in testa al girone F di Europa League segnando due gol che potevano essere anche tre o quattro gi nel primo tempo. Bastava la Var, ma in realt sarebbe bastato un guardalinee con l’occhio pi fino di quello dell’olandese Van de Ven che nel finale della prima frazione ha segnalato un fuorigioco che non c’era annullando un gol buonissimo a Sanabria, il quale aveva realizzato il primo approfittando di un colossale black out della difesa rossonera. Del formidabile Lo Celso nella ripresa il raddoppio, gran sinistro all’incrocio.

Sul 2-1 il Milan s’ poi lamentato per un contatto parecchio dubbio in area fra Castillejo e Bartra: il rigore non sarebbe stato uno scandalo. L’esterno spagnolo, uno dei pochi a salvarsi, era uno dei sei cambi rispetto al derby: troppi, probabilmente. Detto questo, stavolta hanno fallito anche diversi titolari, su tutti Higuain, che si divorato il pari prima dell’intervallo. Era lento, stanco, nervoso, intrattabile. Potendo, avrebbe litigato con tutti i 22.405 di San Siro. Cos, non serve a nulla.

26 ottobre 2018 (modifica il 26 ottobre 2018 | 10:16)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *