Maurizia Cacciatori «Senza rete»: «Racconto l’arte di reinventarmi e per dire ai miei figli che non mi arrendo»


«Mi hanno chiesto tantissime volte di scrivere un libro, ma non mi andava di dare la mia anima in mano a persone che neanche mi conoscevano. Poi un giorno, mentre facevo i compiti di matematica con mio figlio, l’ho sentito dire: “Questa sottrazione non la so fare, è impossibile”. In quel momento ho deciso. Io non tengo medaglie e trofei in casa, Carlos gioca a calcio, Ines danza. La pallavolo è stata la mia vita ma non è la loro. Però i miei figli devono sapere che la madre non si è mai arresa e neanche loro si dovranno arrendere a quelle che saranno le “sottrazioni” di domani. Questo libro è per loro. Scritto di notte, perché io non ho babysitter e iniziato con un bicchierino di Baileys per darmi coraggio».

Maurizia Cacciatori «Senza rete»: «Racconto l’arte di reinventarmi e per dire ai miei figli che non mi arrendo»

Lei è Maurizia Cacciatori – e chi sennò – la prima icona della pallavolo femminile italiana: 228 presenze in Nazionale, di cui è stata capitano. 5 scudetti, 5 Coppe Italia, 3 Coppe Campioni, un oro ai Giochi del Mediterraneo del 2001, un bronzo e un argento agli Europei del 1999 e del 2001 e miglior palleggiatrice durante i campionati mondiali di Osaka del 1998. Oggi, a 45 anni, è mamma di due figli, commentatrice tv e speaker aziendale. E per la prima volta racconta la sua storia in un libro. «Senza Rete» è la storia emozionante, coinvolgente, a tratti comica di una donna che ha imparato l’arte più difficile: quella di reinventarsi per ricominciare.

Il libro (scritto con la collaborazione di Riccardo Romani) è edito da Roi Edizioni e sarà in libreria dal 10 ottobre.È la prima uscita della collana Assist, a cura di Demetrio Albertini, in cui grandi campioni si raccontano e mettono nero su bianco le loro storie di vite straordinarie, di valore e di sport. «Si dice sempre – aggiunge Albertini, storica bandiera del Milan – che i calciatori non sanno vivere una vita normale, fatta di quotidianità e cultura. Io, con Assist, aiuto persone di valore come Maurizia a condividere la propria storia di un sogno, diventato un impegno e che ha portato al successo».

In azione a Sydney 2000 (Omega)
In azione a Sydney 2000 (Omega)

Bionda, tacchi altissimi, emozionata. Ma i sentimenti non la ostacolano appena inizia a parlare del suo libro che, proprio come lei, non ha filtri. «Racconto di amiche, di scontri, di senso di appartenenza, di fughe dagli alberghi perché non mi bastava giocare a Tokyo, io volevo vedere Tokyo. Di arrivi in case buie e fredde, della voglia umana di mollare. Del fatto che alla fine non ho mai mollato. A parte quando lasciai Pozzecco dieci giorni prima del nostro matrimonio». Ma la storia di Maurizia Cacciatori è fatta anche di delusioni che l’hanno segnata. «L’esclusione dal Mondiale del 2002 (poi vinto dall’Italia, ndr) è stato il momento più difficile della mia carriera. Da allora non ho mai più preparato la sacca per gli allenamenti nello stesso modo. Ma lo sport ti aiuta a cambiare, a non piangerti addosso. Io ho fatto ventidue traslochi nella mia vita e ho smesso di giocare presto. Volevo reinventarmi». Oggi la sua vita la porta in libreria con un racconto sincero e coraggioso. Come lei.

9 ottobre 2018 (modifica il 9 ottobre 2018 | 12:23)

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