Mancini: «Belotti e Balotelli non in forma: in Nazionale non basta il 70%»


Gente che va, gente che viene a Coverciano: lasciano subito il ritiro della Nazionale per problemi fisici i milanisti Cutrone e Romagnoli e l’interista D’Ambrosio. Arrivano due difensori: il sampdoriano Tonelli e Piccini, terzino destro del Valencia. Il c.t. Mancini sceglie invece un po’ a sorpresa di non rimpiazzare Cutrone e lascia quindi a casa sia Belotti che Balotelli: «Sono valutazioni tecniche: al momento non sono in una forma straordinaria. Ma fanno parte di questo gruppo e quando saranno al 100% non dovrebbero esserci problemi. In questi due anni tutti hanno chance di giocare, poi è chiaro che in vista dell’Europeo dovrò fare delle scelte. Dite che questa Nazionale ha perso prestigio internazionale? Purtroppo non siamo andati al Mondiale e un po’ è vero. Ci vorrà tempo, ma siamo qui per far tornare l’Italia ad alto livello e per tornare ad essere tra le migliori del mondo. Anche i giocatori devono capirlo: per giocare in Nazionale devono fare di più, non basta il 70%».

L’Italia gioca mercoledì alle 20.45 contro l’Ucraina a Genova in amichevole. Domenica invece a Chorzow sfiderà la Polonia nella terza partita del girone di Nations League. Per gli azzurri finora sono arrivati un pareggio con la Polonia a Bologna e una sconfitta contro il Portogallo a Lisbona. A Milano, il 17 novembre ci sarà l’ultima sfida, contro i campioni d’Europa privi di Cristiano Ronaldo. Ma l’orizzonte di Mancini sembra spostato più in là: «Pazienza è una parola che nel calcio italiano non esiste – premette il Mancio con un sorriso amaro – . Le critiche non le leggo, perché tanto sono le stesse di sempre. Dico che abbiamo perso coi campioni d’Europa giocando con una squadra Under 23 (e mezzo) e facendo una buona figura. Con la Polonia abbiamo giocato una ottima partita, ma siamo stati comunque criticati. Non è un problema, l’importante è lavorare e mettere assieme una buona squadra per i prossimi mesi. L’obiettivo è qualificarci per l’Europeo. La retrocessione nella serie B della Nations League? L’unico problema sarebbero le complicazioni nel sorteggio del girone per l’Europeo, solo quello. Ma comunque noi domenica giochiamo in Polonia per vincere».

A un mese dalle ultime fiacche esibizioni azzurre, il campionato ha dato qualche indicazione in più a Mancini. Una su tutte, quella di Insigne, spostato da Ancelotti più al centro dell’attacco nel 4-4-2: «Lui questo ruolo di raccordo lo sa fare benissimo, ma ha talmente tanta qualità che può giocare anche da esterno sinistro come faceva con Sarri. Quando i calciatori sono bravi è solo una questione di tempo, per farli giocare assieme». Per quanto riguarda Federico Chiesa, al centro delle polemiche la scorsa settimana dopo il rigore che si è procurato contro l’Atalanta, Mancini ha le idee ancora più chiare: «Ha qualità enormi e più diventare uno dei giocatori migliori della Nazionale. Deve lavorare e fare le cose per bene. Poi, anche ai nostri tempi si cercava un po’ il rigore, solo che oggi con la Var e la tv si vede di più. Ma Chiesa è un ragazzo per bene».

8 ottobre 2018 (modifica il 8 ottobre 2018 | 15:50)

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