Manchester United-Juventus 0-1, gol di Dybala e dominio bianconero


Fort Trafford alza bandiera bianca e si consegna alla Juventus senza opporre troppa resistenza. Un tap-in di Dybala all’alba della partita consente alla squadra di Allegri di prendere possesso di uno dei templi del calcio europeo e di giocare nel controllo (quasi) totale della situazione: i bianconeri sono primi a punteggio pieno nel girone, dopo aver giocato a Valencia e qui in Inghilterra. Il passaggio del turno quindi una pura formalit e il primo posto in vista degli ottavi una solida realt. Jos Mourinho invece era arrivato allo stadio facendosi gli ultimi ottocento metri a piedi, con il pullman bloccato nel traffico. E se ne esce facendo ripetutamente il gesto delle tre dita, ovvero del Triplete, agli ultr juventini che lo infamano. Il suo United quasi sicuramente passer il turno, perch il Valencia non riesce a vincere nemmeno a Berna con lo Young Boys (1-1), ma esce comunque con l’autostima intaccata dal confronto coi bianconeri.

La Juventus, senza il peso di Mandzukic e Khedira (oltre che di Can) apparecchia la partita col men completo: attenzione difensiva, elasticit tattica, tecnica di precisione e profondit dei propri attacchi. Il Manchester nel primo tempo sta a guardare il giro palla italiano, senza alzare quasi mai il pressing. Basta cos una verticalizzazione sulla destra, con Cancelo che manda Ronaldo in posizione di sparo per il cross: la palla in area viene rimpallata da Smalling, che chiude su Cuadrado in scivolata. Dybala di sinistro, lasciato libero da Matic, buca De Gea con la stessa facilit con cui la Juve ha preso in mano il gioco.

Il vero problema bianconero quello di non riuscire a segnare il secondo gol e di esporsi quindi all’urlo del Vecchio Trafford, che per pi feroce dell’atteggiamento dello United. Un Chiellini da esportazione fa sembrare piccolo il gigantesco Lukaku. Matuidi corre per due e il 4-4-2 inedito di Allegri funziona come un orologio anche grazie a Pjanic. De Gea para tre volte nel primo tempo, su Cancelo e poi nella stessa azione su Ronaldo (punizione) e su Matuidi, tenendo in partita i Diavoli Rossi.

Il portiere spagnolo si illude per un attimo a inizio ripresa, quando vede la sua squadra spingere di pi. Ma ancora lui a volare su una sassata di Ronaldo, il grande ex, sempre molto amato e rispettato: alla fine tutto lo stadio applaude il portoghese, alle prese con l’affetto smodato di un paio di invasori che vogliono abbracciarlo. Cristiano, che rientra dopo l’espulsione di Valencia e la giornata di squalifica, non vive comunque la tempesta di emozioni del 5 marzo 2013, la sua prima volta da ex, con tanto di gol decisivo. Stavolta non segna, ma non ha praticamente mai l’impressione che possa sfuggirgli un’altra vittoria: quando la Juve rischia di abbassarsi troppo, lo United dimostra di non essere una squadra abituata a costruire gioco e sbatte contro un avversario pi completo.

Nel momento pi duro Allegri chiede calma, controllo e lucidit, soprattutto ai suoi centrocampisti, che non hanno ricambi in panchina e soffrono un po’ nell’ultima mezzora. Dybala per conferma che quando si gioca a due punte (invece che a tre) rende molto di pi e tiene sempre sulle spine Mourinho. Dall’altra parte Szczesny vede tanti fuochi di paglia spegnersi al limite della propria area: l’unico vero pericolo arriva al 74’, con un tiro di Pogba deviato prima dal palo e poi dal testone del polacco. Allegri mette Bernardeschi e Barzagli (con Dybala che sembra non gradire il cambio) e alza il muro. In cima, bella evidente, sventola la bandiera bianconera.

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 23:21)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *