Lazio-Inter 0-3, doppio Icardi e Brozovic per l’aggancio al 2° posto


La sesta vittoria consecutiva, la quarta in trasferta, vale l’incoronazione. L’Inter agguanta il tanto osannato Napoli di Ancelotti al secondo posto e torna a riveder le stelle.

Stavolta, oltre al risultato, c’è anche il gioco. Una squadra tosta, lucida, autoritaria. Nello stadio che cinque mesi fa le aveva regalato la Champions, surclassa la Lazio che covava il desiderio di vendetta, sorprendendo Inzaghi grazie a Joao Mario e al 4-3-3. Tutto funziona nell’orchestra nerazzurra, che domina la scena sino all’intervallo con un calcio scintillante e al tempo stesso essenziale e si accontenta di gestire nella ripresa in cui Handanovic partecipa alla festa con quattro ottime parate.

Gli spallettiani giocano un primo tempo quasi perfetto, fatto di sostanza e qualità, carica agonistica e idee chiare sotto la pioggia battente. Brozovic si abbassa per accendere l’azione, Vecino attacca con rabbia famelica la profondità, Joao Mario si muove lieve tra le linee, mostrando condizione e personalità, per nulla abbattuto dalle tante panchine.

Un colpo a sorpresa targato Spalletti: il portoghese non giocava nell’Inter dallo scorso gennaio ed è alla prima assoluta in questa stagione. L’esame è superato. E da qui in avanti, considerando i tanti impegni, può essere considerato una risorsa anziché un problema.

Il 2-0 con cui si conclude il primo tempo sta persino stretto ai milanesi. Vecino, che il 20 maggio aveva segnato il gol del sorpasso regalando ai suoi compagni la Champions, stavolta realizza l’assist dell’1-0 firmato da Icardi alla fine di una bella azione avviata da Politano e in cui mette il piede anche Perisic. L’uruguaiano si esalta all’Olimpico e l’acuto lo sfiora due volte nel giro di quattro minuti, prima di testa e poi di piede. In entrambi i casi Strakosha non si fa sorprendere. E allora ci pensa Brozovic, quattro minuti prima dell’intervallo, allo strappo definitivo.

La Lazio è ancora una volta rimandata. Grande con le piccole, piccola con le grandi. Non vince uno scontro diretto da un anno, con la Juve all’Olimpico, sempre in soggezione sin che c’è partita, ha il merito di non lasciarsi andare e tentare almeno una reazione nella ripresa, abbastanza veemente sin che i ragazzi di Inzaghi hanno la speranza di riaprire la gara.

L’Inter, ormai sazia, accorcia gli spazi, abbassa il baricentro e dà modo a Handanovic di superarsi sulla punizione a rientrare di Cataldi, i tiri di Marusic e Correa, sino all’ultimo assalto di Immobile, il grande sconfitto nel confronto a distanza con Icardi.

Alla Lazio mancano l’intensità e la convinzione che l’avevano animata nella scorsa stagione, anche la qualità di Luis Alberto (in panchina) e del pallido Milinkovic-Savic. Contava di prendersi la rivincita e invece l’Inter vince ancora, anzi dilaga. Borja Valero, entrato al posto di Joao Mario, confeziona l’assist perfetto per il raddoppio del solito, spietato, Icardi. Maurito è l’uomo del destino, cancella i limiti e alimenta il sogno che la stagione possa regalare qualcosa di straordinario.

29 ottobre 2018 (modifica il 29 ottobre 2018 | 23:04)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *