La NASA pianifica Mars 2020: il percorso sul Pianeta Rosso prevede due fermate


Il successore di Curiosity, il primo rover marziano al mondo a prelevare campioni di roccia da riportare sulla Terra, dovrà pensare in grande e percorrere un itinerario a dir poco ambizioso. Gli esperti in geologia marziana che la NASA ha di recente radunato a Glendale (California) per pianificare una mappa di viaggio per Mars 2020, sono arrivati a questa conclusione. Il rover che partirà per Marte tra due estati dovrà scarpinare per 28 km sulla superficie del Pianeta Rosso – ben oltre i 19 coperti da Curiosity dal 2012 ad oggi.

 

Mano alle mappe. Di certo c’è che il robottino equipaggiato di 7 strumenti scientifici e accompagnato da un elicottero-drone, preleverà campioni di rocce da due località distanti. Resta da decidere quali, tra tre giudicate di grande interesse: il cratere Jezero, che un tempo ospitava un delta fluviale e un lago; Northeast Syrtis, che racchiude alcune delle più antiche rocce marziane; e Midway, una località a metà strada tra le precedenti che contiene rocce antiche simili a quelle di Northeast Syrtis, ma a una distanza più ravvicinata al sistema fluviale di Jezero e per questo preferibile alla precedente.

 


Le tre località in fase di valutazione per il rover di Mars 2020. | Nature

Questa tappa-compromesso, una novità rispetto alle passate graduatorie di luoghi di interesse, si trova a 28 km da Jezero: una distanza ambiziosa ma non impossibile, anche se l’ultima parola sull’itinerario non è ancora stata pronunciata. La missione principale del rover, che si muoverà più rapidamente di Curiosity, perché dotato di un più autonomo sistema di navigazione, dovrebbe durare per 1,25 anni marziani (2,35 anni terrestri): in questo arco di tempo Mars 2020 dovrebbe coprire circa 15 km, e percorrere l’intero cratere Jezero fino al bordo. Ma per raggiungere Midway dovrebbe attraversare una regione costellata di dune, un viaggio stimato di 401 giorni marziani (un giorno marziano o sol dura circa 24 ore e 35 minuti).

 

L’imbarazzo della scelta. Bisognerà anche decidere come riempire i 37 tubi di raccolta disponibili per i campioni (in totale sono 42, ma 5 vanno tenuti di scorta) e, di conseguenza, in quale dei due siti atterrare. Non si sa ancora dove il rover potrà lasciare il prezioso bottino di rocce marziane – in attesa di una missione, non ancora progettata, in grado di riportarle a Terra. Si potrebbe decidere di campionare alcuni “doppioni” e lasciarli lungo la strada, per poterli recuperare con più facilità nel caso qualcosa dovesse andare storto durante il viaggio.

 


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