«La Francia tenta di respingere anche i minori» –


Ancora alta tensione fra Italia e Francia sui migranti. Parigi avrebbe tentato di rimandare in Italia anche dei minorenni, riferiscono fonti del Viminale secondo le quali sono in corso una serie di verifiche su un episodio avvenuto il 18 ottobre scorso attorno alle 22.30. In quell’occasione, emersa nel corso della visita degli esperti inviati dal ministero a Claviere, le autorità italiane hanno bloccato la procedura. 

Il sospetto del governo italiano, sempre secondo le fonti, è che le autorità francesi abbiano riportato gli stranieri in Italia in modo sbrigativo anche per eludere le procedure previste dal trattato di Dublino. Dopo gli episodi emersi negli ultimi giorni a Claviere, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha confermato la presenza fissa di una pattuglia della polizia italiana al confine, chiedendo agli esperti inviati in Piemonte di effettuare una verifica completa per accertare cosa accaduto, e ha rinnovato l’invito a Roma al suo omologo francese.

Intanto una camionetta della polizia e una decina di agenti sono stabili, dall’altro ieri notte, al confine italo-francese del Monginevro: l’ha disposto il ministero dell’Interno dopo gli sconfinamenti denunciati nelle scorse settimane. Il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, ha annunciato di voler «discutere prossimamente con gli omologhi europei, compreso Salvini» della questione migranti e dei respingimenti alla frontiera tra Francia e Italia. E ha invitato alla «cooperazione».

A Claviere sono arrivati i funzionari della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere (dipartimento della pubblica sicurezza) inviati dal Viminale. Devono effettuare attività ricognitive, così da predisporre i servizi di controllo al confine e organizzare – a seconda dell’esigenza – il numero di uomini e gli orari. Dall’altro ieri c’è poi il presidio della Polizia: gli agenti italiani vigilano sull’operato dei francesi sorpresi nelle settimane scorse dagli agenti della Digos di Torino a scaricare migranti tra Claviere e Cesana. «In attesa che la Francia si scusi e la smetta di portare i migranti abusivamente in Italia, io il confine lo controllo – ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini -. Per tutta l’estate sono stato accusato di essere egoista, leghista, fascista perché facevo rispettare i nostri confini e le regole del mare. Mi aspetto che anche gli altri rispettino l’Italia e le nostre esigenze di sicurezza. Il presidio resterà. L’Italia ha rialzato la testa. Invito Castaner a Roma».

Negli ultimi giorni le camionette della Gendarmerie si sono fermate tutte poco prima del grosso cartello blu che segna l’inizio del territorio italiano: hanno fatto scendere i passeggeri e dopo un’inversione a “u” e sono tornate indietro, restando in Francia. A quel punto, chi è stato respinto alla frontiera è stato preso in custodia dalle forze dell’ordine italiane. Al confine i poliziotti hanno chiesto i documenti, cercato di capire la situazione e poi li hanno lasciati andare. Tra loro, c’è chi ha provato anche tre o quattro volte a passare il confine. «Mi hanno trovato nei boschi – racconta un 23enne del Mali, respinto alla frontiera – Non ho documenti. Mi hanno caricato sul furgone e mi hanno riportato a Claviere. Ora andrò al commissariato di Bardonecchia, poi prenderò il treno per Torino. Dormirò in stazione. Tra una settimana, magari, riprovo a passare la frontiera. Devo riuscire a raggiungere i miei fratelli in Spagna, costi quel che costi».

A Claviere, la presenza delle forze dell’ordine è massiccia. «I residenti non se ne accorgono nemmeno – dice il sindaco, Franco Capra -. È un presidio che non si ripercuote sull’attività quotidiana del paese. Ma è una risposta politica che non risolve il problema dei migranti. Forse – aggiunge – questo presidio e questo muro contro muro farà capire che è ora di mettere mano ai trattati di Dublino. Azione che non è più procrastinabile».

Sono si in tanti a passare da Claviere nella speranza di superare la frontiera. Prima andavano da ‘Chez Jesus’, il

rifugio autogestito nei locali occupati nella canonica del paese. Dopo lo sgombero, si ritrovano in una piazzetta, dietro un bar, tra le case dei residenti. Dormono sulle panchine, con giacche di fortuna tentano di coprirsi dal freddo. Quando cala la notte, si avventurano verso la Francia. Qualcuno riesce a superare i gendarmi, la maggior parte viene fermata e riportata indietro. «Sono disperati che sperano in una vita migliore – commentano i residenti -. Qui non hanno mai creato alcun problema». 

 


Martedì 23 Ottobre 2018, 11:25 – Ultimo aggiornamento: 23-10-2018 13:45
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