«Kurz scarica l’Italia? Nessuna sorpresa, Salvini si è illuso»


«Kurz già la scorsa settimana si era espresso criticamente sulla legge di bilancio italiana. In quella occasione aveva accusato l’Italia di seguire una politica di populismo di sinistra, quasi a voler puntare il dito solo sul Movimento Cinque Stelle lasciando fuori la destra. Penso lo avesse fatto per non dispiacere ai suoi alleati del FPOe. Ora invece, fra l’altro con una dichiarazione all’agenzia Apa, la sua critica non fa distinguo e chiede a Bruxelles di bocciare la manovra, com’è poi avvenuto».

Karl Krammer è uno dei più importanti analisti politici austriaci. Già consigliere del cancelliere socialdemocratico Franz Vranitzky, Krammer guida attualmente una società di consulenza e strategia. Ci parla al telefono da Vienna.

Ma per lei è una sorpresa la critica di Kurz all’Italia?
«No, per nulla. L’Italia aveva concordato un certo percorso con la Commissione europea, misurato nella riduzione progressiva del deficit rispetto al Pil. Con questo Def, l’impegno viene disatteso, quindi è logico che il presidente di turno della Ue prenda questa posizione. In ogni caso, Kurz parla anche come capo del governo austriaco, poiché Vienna ha sempre difeso il pieno rispetto delle regole concordate da parte degli Stati membri dell’Eurozona. Il mancato accordo sulle priorità dentro la coalizione italiana, ha purtroppo prodotto un documento dove vengono accontentati tutti, violando gli impegni assunti con l’Unione».

Ma c’è un dissenso all’interno del governo austriaco su questo tema?
«No, né nel governo né nel Paese. Bisogna tener presente che l’Austria è contributore netto della Ue e che dal punto di vista della cultura economica è sulla stessa lunghezza d’onda della Germania e dell’Olanda».

Dopo l’idillio apparente dell’estate, i rapporti di Kurz con Salvini stanno mostrando i loro limiti?
«Come cancelliere di un’alleanza con la destra populista, la FPOe che è nello stesso gruppo parlamentare della Lega a Strasburgo, Kurz deve tenerne conto. Per esempio sull’immigrazione egli ha una posizione molto dura, il che non significa che non ci siano differenze o problemi. Salvini si era illuso che ci potesse essere un’intesa: in realtà nessuno dei partiti al governo in Austria, ma questo vale anche in Ungheria o in Polonia, è disposto a cedere sui cosiddetti movimenti secondari o sulla redistribuzione dei rifugiati».

Ma Kurz sull’immigrazione segue gli alleati della FPOe o ha una posizione sua?
«Le due posizioni si sovrappongono. Come la FPOe il cancelliere vuole una difesa attiva e una maggior protezione delle frontiere esterne, cioè di fatto la loro chiusura. E’ una posizione condivisa anche dall’opposizione, che tuttavia chiede metodi e procedure rispettose della dignità umana. Kurz oggi però è anche in favore di interventi nei Paesi africani da dove originano i flussi. Il cancelliere deve trovare un equilibrio tra molti fattori: deve fare alla FPOe le concessioni necessarie a tenere in vita il governo, ma deve anche onorare la sua appartenenza al Partito popolare europeo».

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 19:14)

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