«Khashoggi ucciso da agenti sauditi» ma Riad smentisce: notizie false


Rischia di mettere a dura prova l’immagine del Regno Saudita e del principe ereditiero Mohammad bin Salman l’affare Khashoggi, dal nome del giornalista scomparso quattro giorni fa dopo essere entrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul. La polizia turca, secondo due funzionari che hanno chiesto l’anonimato, convinta che il collaboratore del Washington Post, noto per i suoi articoli critici del regime wahabita, sia stato assassinato nella legazione diplomatica da una squadra di 15 persone arrivata a Istanbul da Riad e ripartita lo stesso giorno. stato un omicidio premeditato ha detto una delle fonti turche al quotidiano americano, aggiungendo che il corpo del giornalista 59enne stato poi portato fuori dal consolato.

La versione dell’Arabia Saudita

La notizia, che stata rilanciata oggi da vari media internazionali, stata smentita seccamente dalle autorit saudite le quali assicurano che il reporter ha lasciato il consolato subito dopo aver sbrigato le pratiche. Spera che non sia vero Hatice Cengiz, la fidanzata turca di Khashoggi: Aspetto una conferma ufficiale del governo turco per credere alla sua morte ha scritto su Twitter. Una delegazione della sicurezza saudita giunta sabato a Istanbul per partecipare alle indagini, che il 6 ottobre sono state avviate dagli inquirenti turchi.

Il matrimonio

Khashoggi, 59 anni, era andato al consolato marted per ottenere documenti per il suo prossimo matrimonio, da allora non ci sono pi sue notizie. Il funzionario saudita ha sottolineato che il regno ha interesse al benessere e alla sicurezza di tutti i suoi concittadini, dovunque siano, e che le autorit stanno lavorando all’accertamento dei fatti.

I dubbi degli amici

Yasin Aktay, un suo amico turco che anche un consigliere del presidente Erdogan, ha raccontato all’Afp che al consolato sapevano del suo arrivo: Aveva preso un appuntamento per essere certo che i documenti fossero pronti. Noi l’avevamo messo in guardia ma lui diceva che in Turchia non poteva succedergli nulla. Aktay sostiene che le autorit turche sono convinte che sia stato ucciso. Un altro amico del giornalista scomparso, Turan Kislakci, presidente della Turkish-Arab Media Association, ha detto all’Ap che ci sono prove di un omicidio barbaro. Il corpo, poi, sarebbe stato smembrato.

Le conseguenze

Se la notizia dell’omicidio fosse confermata sarebbe un altro colpo alla reputazione di re Salman e suo figlio Mohammad, impegnati in riforme importanti del Regno. Non abbiamo niente da nascondere — ha dichiarato il principe saudita all’agenzia Bloomberg —, da quello che ho capito il giornalista entrato e uscito dopo al massimo un’ora. Non la prima volta che la bont del percorso riformatore viene messa in dubbio. di pochi giorni fa la notizia che Il Commitee to Protect Journalists, prestigiosa organizzazione di New York impegnata nella difesa della libert di stampa, sta indagando sul numero crescente di giornalisti arrestati in questa nuova Arabia Saudita, dove l’unica voce quella di Salman. Uno dei casi quello di Marwan al-Mureisi, che conoscendo le regole stava alla larga da questioni di politica, religione e famiglia reale: scriveva sul sito privato Sabq di scienze, tecnologia, della necessit di aprirsi all’innovazione — tutte tematiche in linea con la Visione 2030 del principe Mohammad — ma il 1 giugno sarebbe stato arrestato in ospedale a Riad mentre faceva visita al figlio ricoverato. Nessuno ha avuto pi sue notizie, la famiglia non conosce nemmeno le accuse. La stessa cosa potrebbe essere accaduta a Eman Al Nafjan, autrice del blog Saudiwoman, arrestata a maggio. Lottava per riforme approvate da Salman come la guida dell’auto, ma restava una voce indipendente.

7 ottobre 2018 (modifica il 7 ottobre 2018 | 13:59)

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