Khashoggi, ecco le prove contro Riad «Audio raccapricciante delle torture»


Turchia e Stati Uniti mettono alle corde l’Arabia Saudita sulla morte del giornalista dissidente Jamal Khashoggi. Il Washington Post, di cui l’uomo era un opinionista, rivela che il governo di Ankara ha riferito ai funzionari statunitensi di avere le prove audio dell’uccisione di Khashoggi all’interno del Consolato saudita a Istanbul.

In particolare, una registrazione audio confermerebbe i particolari più raccapriccianti emersi in questi giorni. «Si può sentire la sua voce, si può sentire come è stato interrogato, torturato e ucciso», dice una delle fonti al Washington Post.

Gli uomini della sicurezza saudita, secondo la ricostruzione del quotidiano, avrebbero sequestrato Khashoggi dopo il suo ingresso nel consolato, il 2 ottobre scorso. Secondo altre indiscrezioni, esistono intercettazioni del principe della Corona saudita Mohammed bin Salman mentre ordina che il giornalista — noto per le sue posizioni critiche nei confronti della monarchia saudita — venga rimpatriato e arrestato. Le indiscrezioni hanno suscitato una forte reazione da parte del Congresso Usa, che ha chiesto alla Casa Bianca di esigere spiegazioni ufficiali da Riad. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’apertura di un’inchiesta ma ha escluso che si interrompa la vendita di armi ai regnanti sauditi, con cui la sua famiglia ha stretti rapporti economici-commerciali.

Il fondatore di Virgin Group, Richard Branson, ha invece annunciato di aver «sospeso» i negoziati con l’Arabia Saudita per un investimento da un miliardo di dollari in quel paese.

12 ottobre 2018 (modifica il 13 ottobre 2018 | 15:01)

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