Jane Goodall, la donna che sussurra alle scimmie (e che parla a tutti noi)


Milano, 12 ottobre 2014 – 21:31

La scienziata britannica che ha trascorso la prpria vita con gli scimpanz in Italia per il progetto Reason for Hope: Il mondo a rischio, l’uomo si fermi finch in tempo

Jane Goodall
Jane Goodall

dal nostro inviato a Bussolengo (Vr)
Gli irriverenti sceneggiatori dei Simpsonsne hanno fatto una parodia e l’hanno trasformata nella perfida dottoressa Bushwell, una scienziata che messi da parte gli ideali di un tempo si ritrova a sfruttare gli scimpanz facendoli lavorare in una miniera di diamanti nel cuore dell’Africa. Ma se c’ una persona che gli ideali non li ha mai accantonati e che agli scimpanz e al loro bene ha dedicato la propria esistenza questa proprio Jane Goodall, etologa e scienziata britannica che ha trascorso in mezzo ai primati 40 anni della propria esistenza, studiandoli da vicino e imparando a conoscerli come nessuno li aveva mai conosciuti prima. Vivendo a stretto contatto con loro in Tanzania, Goodall ha messo in evidenza alcune loro caratteristiche che hanno permesso di capire meglio noi stessi, la razza umana.

La testa e il cuore

Questa donna mite ma di grande carattere, gi Messaggero di pace delle Nazioni Unite e dal 2011 anche Ufficiale al merito della Repubblica italiana, si fatta largo nel mondo scientifico quando ancora non era di moda e di certo non era semplice farlo. E oggi che ha 80 anni ed a capo di un’organizzazione che porta il suo nome, il Jane Goodall Institute, che si occupa della salvaguardia dei primati in varie zone del mondo, esorta le ragazze a non tirarsi mai indietro perch proprio loro hanno una marcia in pi:Hanno la testa, ma anche il cuore. E in campo scientifico di questo c’ davvero bisogno. Del resto fu proprio lei a stupire il mondo accademico tradizionale quando per la prima volta durante un resoconto sulla sua attivit inizi a dare dei nomi umani ai suoi scimpanz, diversamente da altri che erano soliti utilizzare solo numeri di serie. Per studiarli al meglio decise di avvicinarli, di vivere a stretto contatto con loro e per prima raccont della loro capacit di costruirsi utensili o delle dinamiche di gruppo, fatte anche di rabbia e di aggressivit come di amore e solidariet, che hanno confermato una volta di pi la stretta relazione con gli esseri umani.

Le risposte della natura

Jane Goodall parla anche con gli scimpanz, in senso quasi letterale, utilizzando i loro suoni gutturali e il loro linguaggio dei corpi, e ne ha dato dimostrazione anche domenica mattina nell’enclosure degli scimpanz del Parco Natura Viva di Bussolengo, nel Veronese, che ospita la pi grande colonia della specie in Italia – 17 esemplari – a margine della giornata conclusiva del convegno L’uomo per gli animali, dedicato alle attivit di ricerca nei parchi. Studiare e difendere gli animali significa soprattutto studiare e difendere noi stessi – spiega Goodall -. Ed importante farlo anche ai giorni nostri,nel 2014, perch per quanto la scienza e il progresso abbiano fatto enormi passi avanti, la natura ha ancora molte cose da svelarci. Per quanto minacciata e messa in pericolo dall’azione indiscriminata dell’uomo, nella natura che possiamo trovare una guida. Ma occorre che l’uomo faccia la sua parte e che si renda conto del danno che sta facendo all’ecosistema. Avrei continuato volentieri a vivere in mezzo ai miei scimpanz – sottolinea la scienziata -, ma mi sono resa conto che il mondo stava cambiando, che anche nella mia Africa l’intervento umano stava danneggiando l’ambiente e gli animali. E ho capito che dovevo tornare nel mio mondo e raccontare i danni che la nostra specie stava facendo all’intero ecosistema. Per spiegarlo soprattutto ai bambini, le sole speranze di un’inversione di tendenza che possa salvare il pianeta.

L’Europa in cerca di wilderness

Non un caso che Goodall abbia partecipato al convegno veronese, il cui filo conduttore stato un approccio olistico alla conservazione degli animali. L’idea cio della stretta interconnessione e interdipendenza fra la fauna, l’ambiente e la stessa umanit. Non un problema solo africano. L’Europa, per dire, non avrebbe poi grandi titoli per sindacare su come gli africani debbano gestire le proprie risorse, considerando che nel corso dei secoli si tranquillamente giocata le proprie. Anche alle nostre latitudini c’ insomma molto da fare. Qualcosa si sta muovendo: il progetto Rewilding Europe, per esempio, si propone di riportare entro il 2022 almeno un milione di ettari di territorio allo stato di wilderness e abbinare a questo sforzo progetti di salvaguardia di specie, come il bisonte europeo, oggetto di un piano di ripopolamento nei Carpazi (anche a questo contribuisce il parco Natura Viva), o l’orso marsicano, sotto tutela in Abruzzo, che altrimenti sarebbero condannate all’estinzione. E quanto al coinvolgimento dei pi giovani attivo il Green Teen Team fondato dalla principessa Teodora von Liechtenstein, una ragazzina di soli 9 anni, con l’obiettivo di salvare testuggini e tartarughe europee con progetti di fund raising e attivit di ricerca scientifica sul campo.

Investire in biodiversit

Nel corso della tre giorni di Bussolengo si celebrato anche il Reason for Hope Festival, che ha acceso i riflettori sul progetto di conservazione dell’Ibis eremita coronato dal successo della prima migrazione guidata dall’uomo (a bordo di un ultraleggero) che ha portato una colonia di questo volatile in serio pericolo di sopravvivenza a individuare la giusta rotta fra la mitteleuropa e il Mediterraneo, in uno spettacolare percorso tra Vienna e Orbetello. Progetto di cui Jane Goodall stata madrina e che ha portato anche alcune associazioni venatorie ad aderire in qualit di sentinelle anti-bracconaggio. Occupandoci di animali ci occupiamo anche di uomini – commenta Cesare Avesani Zaborra, direttore del parco Natura Viva -. Vogliamo vincere la scommessa dello sfruttamento delle risorse e coinvolgere le popolazioni locali nella tutela della biodiversit. Ogni progetto di recupero della fauna nel proprio ambiente naturale comporta una ricaduta positiva per le persone che in quei luoghi vivono. Ogni centesimo investito nella tutela della fauna un centesimo che porta sviluppo per tutti: animali, persone e ambiente.

12 ottobre 2014 | 21:31

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