Italia, Mancini: «Serve tempo per ricostruire, la retrocessione? Non sarebbe un dramma»


Le cifre dei gol segnati con la Lazio e un faccino che zittisce tutti. Ciro Immobile, su Instagram, si prepara così a Polonia-Italia, la sfida di Nations League che nel suo piccolo è diventata uno spareggio per non retrocedere nella serie B del torneo. Immobile però non partirà titolare: il c.t. Mancini lo ha fatto capire nella conferenza stampa della vigilia. «Ma Ciro non ce l’ha con me – sorride il Mancio – forse ce l’ha con voi giornalisti: credo fosse un messaggio per voi, io sono contento se segna per la Lazio e per la Nazionale…». L’ultimo gol azzurro di Immobile però è di tredici mesi fa contro Israele (1-0). E a Chorzow contro la squadra dei bomber Lewandowski, Piatek e Milik, l’Italia giocherà ancora senza centravanti classico.

Mancini non si sente sotto esame, nemmeno con l’imminente cambio ai vertici federali. Perdere con la Polonia costerebbe all’Italia la retrocessione in B, ma il c.t. guarda avanti, qualsiasi cosa accada: «Se dovessimo perdere non sarebbe un dramma, non sarà certo la fine di qualcosa. Non è che se perdiamo non giochiamo l’Europeo, che è il nostro obiettivo. Ci vuole tempo per ricostruire: adesso ci giochiamo il secondo posto con la Polonia, perché il Portogallo sembra superiore. Vogliamo fare bella figura e ricostruire. Qui non sarà una partita semplice, ma ce la giochiamo».

Chiesa-Bernardeschi-Insigne sarà ancora il tridente di Mancini, come contro l’Ucraina: quella prima ora di gioco a Genova ha convinto Mancini a dare continuità all’esperimento del tridente «leggero». Anche perché il suo attaccante di riferimento, Mario Balotelli, è a casa a cercare la forma migliore. E gli altri per il Mancio si equivalgono. Ovvero al momento non lo entusiasmano: «Una squadra, per vincere, deve avere un centravanti – il messaggio controverso del c.t. – altre volte si trova una soluzione diversa, come fece Sarri nel Napoli. A Genova per un’ora abbiamo fatto bene, poi i troppi cambi hanno condizionato il resto della partita. L’importante è che continuiamo sulla strada che abbiamo iniziato, che è lunga». E anche abbastanza in salita.

13 ottobre 2018 (modifica il 13 ottobre 2018 | 18:30)

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