Italia, Bonucci: «Il calcio italiano è all’anno -1, le cose sono peggiorate»


FIRENZE «A me non piace perdere, né pareggiare», dice Bonucci. Chiellini è il capitano, Leo invece è il leader della giovane Italia che domenica in Polonia andrà incontro al proprio destino: se riuscirà a vincere sarà salva, se dovesse perdere sarà automatica la retrocessione nella Lega B «che significherebbe compromettere tante situazioni». Soprattutto il rischio di non essere testa di serie ai sorteggi per il prossimo europeo 2020. «Vincere è un obbligo, non sono d’accordo con chi sottovaluta la Nations League, è un torneo e in ballo ci sono i tre punti», dice ancora Bonucci che indica la strada ai giovani colleghi azzurri: «Vincere aiuta a lavorare meglio. Serve il fuoco dentro. Quando arrivi a venti metri dalla porta avversaria non devi essere contento, ma tirare fuori la cattiveria per fare gol. Quello ci è mancato a Genova».

La nuova Nazionale però cresce: «Contro l’Ucraina si è vista una squadra diversa. Abbiamo fatto passi in avanti e guardo al futuro con fiducia. Però servono personalità e concretezza. Vogliamo tornare a essere orgogliosi dell’Italia». L’attacco che segna con il contagocce è un problema, ma anche la difesa prende sempre gol. «Dobbiamo imparare a rimanere equilibrati e riflettere sui nostri errori». Anche Bonucci promuove il tridentino:«Non dà punti di riferimento, per un difensore può essere un problema. Credo che l’esperimento sia riuscito e sarà riproposto».

Argomenti sparsi nella conferenza del difensore azzurro. Ventura: «Per lui sarà importante dimostrare che dopo la mancata qualificazione al Mondiale il suo calcio ha ancora un valore. A Ventura dico grazie e partecipo al gioco al massacro nei suoi confronti dopo la Svezia. Se non siamo andati in Russia la colpa è di tutti, sua come nostra».

Derby di Milano. «Se devo scegliere tiferò per il Milan. A Milanello ho lasciato tanti compagni e un bravo allenatore». Razzismo: «E’ un problema più ampio di una curva chiusa o dei tifosi dentro uno stadio. Razzismo e bullismo fanno parte della nostra società e devono essere affrontati. Non credo che il razzismo sarà mai sconfitto ma servono posizioni più dure e norme più severe».
Ronaldo: «Non entro nelle sue vicende personali. Però a Torino l’ho visto tranquillo sin dal giorno in cui è arrivato. Cristiano nella Juve è un valore aggiunto: ha vinto tanto e non molla un centimetro. Uno stimolo per tutti noi».

Il futuro del calcio: «Dopo la mancata qualificazione al Mondiale eravamo all’anno zero e in tutto questo periodo le cose non sono cambiate, anzi sono peggiorate. Mi auguro che il nuovo presidente sia in grado di fare una riforma che migliori il calcio. La posizione dell’Aic? Il fatto che non si sia schierata con Gravina non significa che sia contro di lui. Al nuovo presidente chiedo certezze e regole ferree. Non è possibile che arrivati all’11 ottobre la mia Viterbese non abbia ancora giocato una partita…».

12 ottobre 2018 (modifica il 12 ottobre 2018 | 15:40)

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