IPCC: il Rapporto sul Clima esce in versione censurata


Se si legge il riassunto del prossimo rapporto che l’IPCC presenterà alla Conferenza mondiale sul clima (1-5 ottobre 2018, Repubblica di Corea), si potrebbe pensare che i rischi dell’aumento della temperatura terrestre non siano quelli che sono stati dipinti fino a oggi. Oppure ci si potrebbe chiedere se ci è sfuggito qualcosa, o addirittura se c’è qualcos’altro, magari scelte politiche, che induce a non dire tutto per renderlo più facile da “digerire” ad alcuni Paesi – che, verrebbe da pensare, sono gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e l’Australia, molto riluttanti a tagliare su carbone e combustibili fossili, principali cause del riscaldamento globale.

 

Omissioni colpose. «Le persone che hanno preparato la sintesi del rapporto sui cambiamenti climatici hanno omesso informazioni cruciali sulle ricadute che si avranno con l’aumento della temperatura media globale», accusa senza mezzi termini Bob Ward, direttore del Grantham Research Institute on Climate Change and the Environment (UK). «Eppure, se i governi non riconoscono la portata e l’urgenza dei rischi potrebbero sottovalutare quanto sia importante raggiungere l’obiettivo degli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, e questo potrebbe avere degli effetti a catena molto seri nella battaglia per limitare l’impatto del riscaldamento globale.»

 


profughi, migranti, cambiamenti climatici, agricoltura, gas serra, siccità, guerre, carestie

In fuga (anche) dalla fame e dalla sete: il flusso di migranti e profughi è legato anche a mutate condizioni ambientali, di cui siamo globalmente tutti responsabili.

Gli accordi di Parigi sottolineavano quanto sia importante limitare l’aumento della temperatura media globale del pianeta sotto i 2 gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali – lavorando per mantenerlo vicino a 1,5 gradi centigradi. Nella versione completa del rapporto che sarà presentato in Corea è evidente l’importanza degli obiettivi sottoscritti a Parigi per evitare conseguenze devastanti, quali l’aumento del livello dei mari, la desertificazione, la perdita di habitat e specie naturali, la diminuzione delle superfici ghiacciate delle calotte polari e l’aumento di intensità di uragani e tempeste.

 

Quello che però preoccupa Ward e molti altri scienziati è quella sintesi del rapporto, che poi è il documento che sarà consegnato ai rappresentanti dei singoli Paesi: sarà dunque proprio la sintesi (e non il rapporto completo) a essere utilizzata dai politici come guida per le scelte climatiche dei rispettivi Paesi.

 

Quello che non si dice. Nel documento di sintesi sono stati fatti tagli molto importanti sul versante dell’ambiente, ma – ancora più importante – sul fronte della geopolitica.

 

Ambiente
# non si parla delle ripercussioni che si potrebbero avere sulla Corrente del Golfo, che potrebbe essere interrotta dal flusso di acque fredde che scenderanno dall’Artico, dove si fonde sempre più ghiaccio marino: una interruzione che avrebbe conseguenze drammatiche;
# non si parla dei pericoli di un aumento della temperatura media globale comunque entro 1,5 – 2 gradi centigradi: la fusione della calotta della glaciale della Groenlandia potrebbe fare innalzare il livello dei mari di 1-2 metri nei prossimi due secoli;
Geopolitica
# non si parla del fatto che l’innalzamento della temperatura media globale oltre 1,5 gradi centigradi potrebbe aumentare i flussi migratori e il numero di conflitti per il controllo dell’acqua e delle terre fertili;
# è stata censurata la frase: “La povertà è aumentata con il riscaldamento recente di un grado centigrado e si prevede che aumenterà in molte popolazioni quando le temperature medie globali aumenteranno da 1 a 1,5 gradi centigradi”;
# è stata censurata la frase: (è possibile che) “a un aumento di 2 gradi centigradi della temperatura media globale corrisponda un significativo spostamento delle popolazioni che vivono lungo le fasce tropicali”.

 


profughi, migranti, cambiamenti climatici, agricoltura, gas serra, siccità, guerre, carestie

Dalle foto vincitrici del World Press Photo 2015. Uno spettacolo indegno per l’umanità, un fenomeno destinato ad aumentare anche grazie alla cecità dei politici. | Massimo Sestini

 

«È vero che gli scienziati che producono simili rapporti cercano di essere prudenti riguardo i peggiori rischi che potrebbero causare i cambiamenti climatici, ma questa volta hanno superato se stessi», commenta Ward, al quale un portavoce di IPCC risponde che la sintesi potrebbe anche essere modificata durante la Conferenza, e che ciò che vale realmente è il rapporto nella sua interezza. Purtroppo è per davvero molto difficile che i politici e i loro consiglieri lo leggano, il rapporto integrale.

 


https://www.focus.it/rss/comportamento.rss

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *