Il primo quadro dipinto dall’Ai venduto all’asta a 432mila dollari –


NELLA sede newyorkese di Christie’s l’appuntamento era fissato per il 25 ottobre: una data storica per la prestigiosa casa d’aste che avrebbe battuto per la prima volta un’opera d’arte creata  dall’intelligenza artificiale. La performance de Il ritratto di Edmond Belamy, frutto dell’intuizione del collettivo francese Obvious, composto da Hugo Caselles-Dupré, Pierre Fautrel e Gauthier Vernier, e firmato dall’algoritmo che l’ha generato, è andata oltre ogni più ottimistica previsione. La base d’asta, infatti, oscillava tra i 7 e i 10mila dollari, ma la battaglia per aggiudicarsi il capolavoro è stata agguerrita, tanto da far lievitare il prezzo fino alla cifra, inaspettata, di 432.500 dollari, circa 380.200 euro.

Il fortunato acquirente rimane anonimo, ha sbaragliato gli altri con offerte che si sono susseguite tra telefoni e Christies Live, la piattaforma on line che consente di partecipare virtualmente a un’asta, di fare un’offerta a distanza e in tempo reale. Il quadro, creato utilizzando la tecnologia Gan (generative adversarial network, ovvero rete generativa avversaria), fa parte di un gruppo di 11 ritratti di un’immaginaria famiglia, ideati dal collettivo francese che ha archiviato in un algoritmo 15mila dipinti realizzati tra il XIV° e il XX° secolo. Il resto l’ha fatto il computer, i ragazzi del collettivo l’hanno solo stampata e incorniciata. La tela ritrae un corpulento gentiluomo francese con redingote e colletto bianco stile puritano mentre, in basso a destra, campeggia la firma dell’algoritmo. Il personaggio ritratto, così come gli altri componenti della sua famiglia, non sono mai esistiti, sono frutto della “fantasia” del computer. Il nome Belamy è un omaggio allo sviluppatore di Gan, Ian Goodfellow, il cui cognome si traduce in francese approssimativamente in “bel ami”.

Un altro ritratto della stessa serie, Le Comte de Belamy, era stato venduto al collezionista parigino Nicolas Laugero-Lassere all’inizio dell’anno per 10mila euro. Appeso di fronte a una stampa di Andy Warhol e accanto a un’opera in bronzo di Roy Lichtenstein, Il ritratto di Edmund Belamy è stato venduto per oltre il doppio del prezzo raggiunto da entrambi questi pezzi. “È un momento emozionante”, ha commentato il collettivo in una nota. “La nostra speranza è che i riflettori su questa vendita portino avanti il fantastico lavoro che i nostri predecessori e colleghi hanno realizzato”.  Gli fa eco Richard Lloyd, responsabile internazionale di stampe e multipli per Christie’s e ideatore dello storico incanto: “L’intelligenza artificiale è solo una delle diverse tecnologie che avranno un impatto sul mercato dell’arte del futuro, anche se è troppo presto per prevedere quali potrebbero essere gli effettivi cambiamenti”. Sappiamo solo che è l’inizio di una nuova era.

Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica



SITO UFFICIALE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *