il gioco del Mit per Halloween –


NEL 2016 fu Nightmare Machine, un’Ai in grado di trasformare foto ‘innocue’ in immagini spaventose. L’anno successivo arrivò il turno di Shelley, un software progettato per scrivere racconti horror (con risultati niente male, tra l’altro). E anche per questo Halloween, come da tradizione, gli scienziati del Media Lab al Massachusetts Institute of Technology (Mit) non hanno tradito le aspettative. L’ultima idea per celebrare la festa del terrore si chiama BeeMe, un “gioco sociale immersivo” sviluppato, parola dei suoi creatori, per “gettare nuova luce sul potenziale umano nell’era digitale”. Ovvero, per usare parole meno istituzionali: “Nella notte di Halloween, la cosa più paurosa sarà abbandonare il vostro libero arbitrio, le vostre azioni, la vostra persona. L’assenza di se stessi è puro terrore”.

•COME FUNZIONA
Ecco la cornice della storia: in un futuro distopico (ma neanche troppo?) un’intelligenza artificiale malvagia, chiamata Zookd, è stata pubblicata online per errore ed è sfuggita al controllo dei suoi creatori. C’è un solo essere umano che può sconfiggerla, ma la sua intelligenza, da sola, è troppo inferiore a quella di Zookd. Il nostro eroe, allora, decide di rinunciare al proprio libero arbitrio e di lasciarsi “comandare” come un burattino da un altro gruppo di esseri umani.

Il software, sviluppato (tra gli altri) anche dall’italiano Niccolò Pescetelli, del Mit Media Lab, permette appunto a un gruppo di utenti di impartire degli ordini al protagonista della storia, impersonato da un attore: a partire dalle 11 di sera della notte di Halloween (ora del Massachusetts; da noi saranno le 4 di mattina) ci si potrà collegare al sito di BeeMe per suggerire, e votare, le azioni da far compiere agli attori, per esempio “apri la porta”, “comincia a correre”, “entra in quella stanza”. Per ovvie ragioni, tendono a precisare dal Mit, non sarà possibile impartire ordini che compromettano la sicurezza o la dignità dell’attore.

•UN ALONE DI MISTERO
Al momento, comunque, il Media Lab – forse anche per aumentare l’hype – non ha svelato alcun dettaglio sull’identità dell’attore né sul luogo dove avverrà la simulazione. L’intero evento si potrà seguire online e, in linea di principio, non ci sono limiti al numero di utenti che potranno partecipare. Analizzando gli ordini impartiti all’attore protagonista e i risultati delle sue azioni, gli scienziati sperano di raccogliere dati utili a comprendere meglio le dinamiche del lavoro cooperativo, in particolare se e come persone sconosciute e fisicamente distanti possano lavorare di concerto per il raggiungimento di un obiettivo comune. Non è detto che ci riusciranno.

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Mario Calabresi
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