Ikea, padre e figlia in prigione per un errore alla cassa self service


Una ragazza di Strasburgo, milie Guzzo, ha raccontato ieri su Twitter come sia finita in cella, assieme al padre, per essersi sbagliata a passare degli articoli alla cassa self service dell’Ikea. Dopo migliaia di condivisioni e proteste online, Ikea France oggi si scusata e ha ritirato la denuncia. Resta un’esperienza angosciante per padre e figlia e la sensazione, a leggere la sua storia, che sia impossibile fermare l’ottusit e la macchina burocratica una volta che si sono messe in moto.

L’acquisto Bene, adesso vi racconto come sono finita in custodia cautelare a causa dei tupperware di Ikea – comincia milie -. Luned scorso sono andata all’Ikea con mio padre per comprare dei barattoli di vetro che avevamo visto online, ne restavano solo qualcuno sullo scaffale, ne abbiamo presi quattro che erano chiusi con un coperchio (dettaglio importante per il seguito). Dunque avevamo da pagare i barattoli pi qualche oggetto per la casa, andiamo alla cassa per pochi articoli e passo lo scanner su quelli che pago io e poi su quelli di mio padre tra i quali i quattro barattoli, mentre chiacchieriamo. Usciamo dalla cassa e l’agente della sicurezza ci ferma dicendo che abbiamo passato male lo scanner sui barattoli. Lo lasciamo controllare e in effetti c’erano un prezzo sul coperchio e un altro per il barattolo, io non me ne ero accorta dunque dico all’agente che colpa mia, li ho presi assieme cos com’erano e non ho controllato. Mio padre vuole comunque pagare subito i quattro barattoli, il tipo dice venite con me all’ingresso, devo solo avvisare il mio superiore per il pagamento (cominciano i problemi). Avverte il direttore che dice ”non muovetevi arrivo”, io aspetto tranquilla con il carrello accanto a me. Il direttore (svedese credo) chiede a mio padre che cosa successo, lui lo racconta da capo e si scusa ancora, vuole pagare. Ma il direttore guarda mio padre e gli dice ”insomma avete rubato”. Mio padre risponde ”no, le dico che non abbiamo fatto attenzione, colpa nostra, ma non abbiamo voluto rubare”, ma il direttore continua trattandoci da ladri e mio padre comincia a innervosirsi. Mi dico che forse meglio intervenire e dico ”mi spiace colpa mia ho passato male gli articoli” e lui che cosa mi risponde? ”Dunque sei tu la ladra!!” E mio padre si arrabbia ancora di pi. Il direttore dice ”quindi non ammettete che avete voluto rubare, allora faccio una deposizione di furto”, mio padre dice ”ovviamente non la firmiamo”, il direttore dice ”ok chiamo la polizia”.

L’arrivo della polizia Dunque ci mettono in una sala, il direttore chiama la polizia, io penso ”stasera volevo stirare”, mio padre mi dice ”che cosa vuoi che ci facciano, non abbiamo fatto niente” (che ingenua, gli ho creduto). La polizia arriva, una donna con i suoi allievi poliziotti, siamo restati con loro ma nessuno ci ha rivolto la parola, l’agente ha parlato solo con il direttore, mi dicevo finalmente torniamo a casa ma invece che succede? La poliziotta viene da me e mi dice ”la portiamo via per furto organizzato, adesso arriva un’altra pattuglia per trasportare suo padre, lei viene con me” e aggiunge ”se provi a scappare ti sparo con il taser”. Faccio il viaggio in macchina verso il commissariato, nessuno mi parla, mi chiedono solo se ho bevuto.

In commissariato Ci dicono che staremo in cella 24 ore, mio padre cerca di spiegare di nuovo la situazione, dice che il giorno dopo deve lavorare e io pure, nessuno ci ascolta. Comincio a diventare bianca, ripeto che ho solo sbagliato a passare lo scanner sul prezzo dei barattoli. Segue un delirio tra le celle con i detenuti che sbattono le mani sui vetri, le tasche svuotate, i lacci delle scarpe tolti cos come il reggiseno, infine la cella minuscola e sporchissima. Poi cambia il turno al commissariato, il padre dice al nuovo agente ma noi abbiamo solo sbagliato a passare lo scanner su quattro barattoli, lui per fortuna capisce che qualcosa non torna, avvisa i superiori e la giudice, alla fine padre e figlia escono dopo tre ore in cella.

Le scuse Privilegiamo sempre il dialogo e ci rincresce sinceramente per questa situazione – ha tuittato Ikea France -. Ci impegniamo a ritirare la nostra denuncia e presentiamo le nostre scuse. La morale riassunta da milie: Fate attenzione alle casse, passate bene i vostri articoli e non dimenticate che potete andare in custodia cautelare per dei barattoli.

11 ottobre 2018 (modifica il 12 ottobre 2018 | 10:59)

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