Icardi e Higuain, l’oro del derby: due reti a testa domenica e fra 13 giorni lo scontro diretto


Loro, l’oro di Milano. Maurito e Gonzalo, Icardi e Higuain, il nerazzurro e il rossonero, il giustiziere dell’area e il regista d’attacco, l’implacabile e l’eclettico. Cos uguali, cos diversi. Soprattutto cos diversi. Per et, attitudini, origini, ispirazioni, prospettive. Perch la verit che quei due in comune hanno solo tre cose: il numero 9, il gol, Milano. Il ruolo, la feroce risolutezza davanti alla porta, l’attuale domicilio professionale e quindi il fatto che il giorno 21 saranno di fronte per un derby carico di aspettative, un incrocio ad altissima tensione come non se ne vedevano da un pezzo. Un derby vero, con vista sulla Champions e su un futuro migliore, o forse sarebbe meglio dire su un passato migliore. Diciamolo: stavolta non c’ nemmeno bisogno di impacchettarlo bene questo derby, niente nastrini n bigliettini, basta il contenuto, basta la sostanza. Inter terza a 16 punti, Milan in crescita costante e potenzialmente quarto, se non fallisce il recupero col Genoa del 31. Insomma: Milano che fatica, ma finalmente, piano piano, rieccoti.

Ce ne sarebbe forse una quarta di affinit, musicale, che non ovviamente il tango, visto che come se qui un ragazzo di vent’anni su Spotify mettesse Beniamino Gigli: improbabile. Tutti e due, Maurito e il Pipita, nel classico tragitto hotel-stadio si ascoltano regolarmente un bel reggaeton carico, come per ormai la met dei calciatori, italiani inclusi. E anche parlare di origine comune fuorviante, limitativo.

Fai presto a parlare di Argentina: Mauro viene da Sarratea, un quartiere popolare a nord di Rosario, i suoi emigrarono alle Canarie per sfuggire alla crisi del 2002, lui un giorno alla Gazzettaha raccontato che da bambino tirava agli uccelli con la fionda cos a casa mangiavamo qualcosa. Gonzalo figlio di un calciatore e di una pittrice, venuto grande fra il circolo del tennis e le scuole pi rinomate del centro chic di Buenos Aires, fra Nez e Palermo. Quelli del Newell’s, la squadra di cui Mauro tifoso e nella quale un giorno vorrebbe chiudere la carriera, sono soprannominati i Lebbrosi. A dieci anni il Pipita entrato nell’accademia di quelli del River, los Millonarios. Non c’ bisogno di tradurre. La distanza chilometrica delle loro origini meno di 300 chilometri. Ma trovateli, due posti pi distanti.

Anche sul campo le differenze sono evidenti, sostanziali, indiscutibili. Non tanto nei numeri (5 gol in 8 presenze stagionali, 3 in 6 in campionato per l’interista; 6 in 7 partite complessive, 4 in 5 in A per il milanista) quanto nell’interpretazione del ruolo, del gioco, della missione. Icardi e resta un finalizzatore puro, ogni maledetta domenica un duello vita o morte fra lui e il portiere. Oggi qualcuno glielo rinfaccia, quasi fosse un difetto, ma chi non lo vorrebbe un centravanti cos? Il Pipita, non tutti lo sanno, nasce trequartista. Ecco perch quando la palla non arriva se la va a prendere. E se occorre, come contro la Roma, lui a dare il passaggio.

La questione anche generazionale, in mezzo in effetti ci sono cinque anni: l’interista del 1993, il milanista del 1987. Tanti? Pochi? Di sicuro abbastanza per avere modelli differenti. Mauro geometrico e spietato, sembra uscito dalla PlayStation. Gonzalo pare arrivare da un calcio che ha ancora qualcosa di antico, artigianale. Ed infatti anche dentro a quei cinque anni e a quel duello che li vedr di fronte fra tredici giorni che si gioca la sfida nella sfida, la corsa alla maglia numero 9 della Seleccin argentina.

Oggi Icardi davanti, lui il prescelto per il nuovo corso del c.t. Scaloni che ha come obiettivo cancellare, o almeno provarci, i troppi fallimenti della disgraziata generazione d’oro di cui uno dei simboli, suo malgrado, proprio Gonzalo. Il nuovo che vuole avanzare contro il classico che non intende tramontare. Quando dicono che il derby non una partita come le altre, questo s’intende. Che dietro c’ spesso, o forse sempre, anche una questione maledettamente privata.

8 ottobre 2018 (modifica il 8 ottobre 2018 | 21:18)

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