Gattuso cambia e prova a tenersi il Milan: due sfide per risorgere


Eccoci qui: autunno inoltrato e l’allenatore del Milan a rischio. Cambiano le propriet, ma l’allarmante tradizione resta. D’altronde i punti in campionato, dopo 8 partite, sono gli stessi dell’anno scorso (12), e con un Higuain in pi. Se la sconfitta nel derby aveva gi lasciato qualche scoria, l’allarme scattato solo dopo l’inaspettata contro-prestazione di Coppa con il Betis. Rino Gattuso stato onesto e autocritico come pochi e come sempre (chapeau), persino troppo verrebbe da dire, perch la disamina dopo il match assomigliata pericolosamente a una resa. Concetto, naturalmente, lontano anni luce dalla psicologia di Gattuso, che invece si buttato subito nel lavoro per studiare come uscirne, per esempio, rivoluzionando il modulo e passando al 4-4-2.

La visita di venerd a Milanello dei dioscuri Leonardo e Paolo Maldini, segno di vicinanza anche fisica all’allenatore (tanto che in societ c’ chi ha fatto notare che l’assenza di Leo la settimana scorsa era determinata solo dalla necessit di seguire il corso di Coverciano), passata sotto lo slogan riassuntivo: Vietato demoralizzarsi. Con destinatario allenatore ma anche giocatori, cui i due ex campioni hanno parlato a lungo. Per inutile nascondersi che il clima si sia fatto pi pesante: da mercoled notte, Gattuso un allenatore sotto osservazione. E decisive sembrano essere le prossime due partite a San Siro: con la Samp domani sera e con il Genoa mercoled, recupero della gara rimandata per il ponte Morandi. La propriet, per mille motivi, di calendario ravvicinato (fino alla sosta post Milan-Juve dell’11 novembre si gioca ogni tre giorni), di conti che devono tornare, e anche di scarsa abbondanza di traghettatori (Donadoni sarebbe il candidato, nel caso), preferirebbe non cambiare, di sicuro non subito. Ma servono risposte dal campo. D’altra parte, Gattuso era un prodotto della scorsa dirigenza e, rapporti personali a parte, non azzardato dire che non sarebbe stato l’allenatore scelto da Leonardo. Di pi: Gattuso sa di essere, in ogni caso, un allenatore a tempo, perch davvero difficile pensare che resti anche la prossima stagione. Quando, se non si sar gi accasato prima, si tenter l’assalto ad Antonio Conte (libero da vincoli con il Chelsea, ma da escludere per il momento).

I confronti con Leonardo, responsabile dell’area tecnica, come ammesso dallo stesso Gattuso, non sono mancati. Nel merito delle scelte dei titolari, sempre gli stessi (ma va detto che le seconde linee non hanno impressionato), e nel sistema di gioco che si vorrebbe pi vario. Maldini probabilmente pi vicino a Rino, ma anche pi in silenzio. forse anche per questo interventismo che si fatta strada una suggestione, quella di Leonardo pronto persino a tornare in panchina, se gli eventi dovessero precipitare. Solo una suggestione, mai esplicitata in societ, dal momento che Leo ha ormai un ruolo dirigenziale ben chiaro. Eppure individuare una possibile alternativa al momento non facile.

La speranza che Gattuso si riprenda, come gi aveva saputo fare la scorsa stagione. In queste ore tribolate ha seriamente iniziato a riflettere sulla possibilit di cambiare qualcosa sotto l’aspetto tattico. E non sarebbe una modifica di poco conto: Higuain pi Cutrone dall’inizio. Le due punte insieme, come fin dall’avvio della stagione gli va suggerendo — senza successo — il suo ex datore di lavoro Silvio Berlusconi. Il 4-4-2 al posto del 4-3-3 sarebbe una svolta prima di tutto ideologica, perch fin qui Rino l’ha sempre considerata niente pi che un’efficace soluzione da adottare rigorosamente a gara in corso. Ora per la situazione cambiata. La Samp una gara cruciale. E Patrick ha giocato fin qui solo 160 minuti fra campionato ed Europa League segnando per gi quattro gol: una media formidabile. Sta bene, benissimo, sicuramente meglio del Pipita logoro e nervoso degli ultimi tempi. Al quale per Gattuso non vuole rinunciare. Sabato la decisione definitiva, dopo la rifinitura a Milanello. Sperando che basti.

Intanto venerd sera Paolo Maldini ha preso parte a una serata organizzata all’istituto dei Tumori di via Venezian e anche l ha parlato della situazione: Il derby lo abbiamo giocato male, vero, e comprendo perfettamente la grande delusione per la partita di coppa. Per si va avanti con la fiducia che ci animava prima di queste due sconfitte consecutive, tenendo ben presente che arrivando da un sesto posto l’obbiettivo che ci siamo dati il quarto, cio un altro significativo miglioramento. Adesso abbiamo due match ravvicinati a San Siro contro le genovesi e vincendoli potremmo tornare a ridosso della zona Champions. C’ fiducia anche perch il Milan ha dato dimostrazioni di bel gioco in quasi tutte le sue partite. L’Inter del derby ci stata superiore per l’Inter contro il Parma era stata irriconoscibile… il nostro campionato, anche le piccole possono porre problemi.

26 ottobre 2018 (modifica il 26 ottobre 2018 | 22:26)

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