«Fu il Real a farmi firmare l’accordo», le accuse sono infondate –


MADRID – «Nego fermamente le accuse contro di me. Lo stupro
è un reato abominevole che va contro tutto ciò che
sono e in cui credo». Una dichiarazione di principi
irrinunciabile per Cristiano Ronaldo, messa nero su bianco mentre
firmava di malavoglia l’accordo stragiudiziale segreto per
375mila dollari, che avrebbe dovuto pagare il silenzio di Kathryn
Mayorga, la modella statunitense, oggi maestra elementare, decisa a
inchiodarlo 9 anni dopo sul banco degli imputati. Accadeva nel
gennaio del 2010 ed erano passati sei mesi dalla notte di
festeggiamenti del 13 giugno nella suite del Palms Place Resort di
Las Vegas, in cui la giovane modella denunciò di essere
stata sodomizzata da uno sportivo con la forza e contro la sua
volontà. Ronaldo non intendeva sottoscrivere l’accordo,
che implicava un’ammissione di responsabilità, avendo
sempre sostenuto che il rapporto fu consensuale. Ma fu costretto a
pagare la presunta vittima per le pressioni esercitate dal Real
Madrid, preoccupato che le gravissime accuse potessero offuscare
l’immagine dell’acquisto stellare. È questa, almeno,
la versione e la strategia con la quale il fuoriclasse juventino
intende smontare le accuse di stupro davanti alla polizia di Las
Vegas, che ha già annunciato l’intenzione di
«chiamarlo a testimoniare in persona o in
videoconferenza», anche se senza fissare la data.
L’anticipazione è venuta dal portoghese Correio de
Manha, che cita fonti della difesa del calciatore, passata intanto
dall’avvocato delle star di Hollywood David Chesnoff al
penalista di Las Vegas, Peter Christiansen. Dopo il viaggio lampo a
Lisbona per incontrare i legali, CR7 è rientrato ieri per
l’allenamento a Torino, esibendo un’impossibile
normalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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