Figc. Autonomia del calcio, Gravina media con governo e Coni


Dodici ore, dalle otto del mattino alle otto di sera. «Il primo giorno di scuola», dice Gabriele Gravina, il nuovo presidente, all’apparenza rilassato nonostante due lunghissime riunioni. Alle 10.30 è a Palazzo Chigi, insieme al vice vicario Cosimo Sibilia, dal sottosegretario Giorgetti. Al vertice partecipa anche Giovanni Malagò, il capo dello sport italiano. Ripartire, dopo otto mesi di commissariamento e tensioni, non sarà facile. Gravina ci prova. Toni bassi e diplomazia. Il calcio rivendica la propria autonomia. Il governo è pronto a fare un passo indietro, ma solo in presenza di fatti concreti. «Abbiamo condiviso l’urgenza di realizzare riforme profonde», l’analisi del sottosegretario con delega allo Sport.

Il tema più critico è la giustizia sportiva. «Auspico un’autoriforma rapida così da rendere superflua la conversione in legge del decreto», aggiunge lo stesso Giorgetti. La nuova Figc nel pomeriggio è già al lavoro sull’aspetto normativo con l’obiettivo di arrivare entro il 31 dicembre a nuove licenze nazionali per le iscrizioni ai campionati e favorire il lavoro della Covisoc. Il Coni presenterà venerdì al Consiglio nazionale la nuova commissione speciale, che sostituirà il Collegio di garanzia e valuterà i casi controversi e da cui si andrà poi direttamente al Tar. Giustizia snella e tempi certi. Nel vertice di Palazzo Chigi, lungo due ore, si parla anche di tanto altro, la modifica della Legge 91 sul professionismo, soprattutto la candidatura italiana a Euro 2028, propedeutica per rifare i disastrati stadi italiani.

Ma non basta un giorno (o una riunione) per sanare una crisi, anche di rapporti, così profonda. Fiducia è la parola d’ordine, ma per trovarla serviranno tempo e fatti concreti. La triangolazione Figc-Governo-Coni è sempre a rischio. E può cadere da un momento all’altro. Un tema scottante, per adesso solo sfiorato, è quello dei contributi. La Figc in questi anni è passata da 80 milioni a poco più di 30 e non intende accettare nuove decurtazioni. Il Coni sull’argomento non si impegna, prima deve capire quanti soldi riceverà dal governo. Si procede a vista con la volontà di stare insieme ma senza la certezza di riuscirci.

Il calcio pretende fiducia e intende dimostrare di poter camminare con le sue gambe. Lo ha promesso anche a Infantino nella cena di lunedì sera a cui, oltre a Gravina, hanno partecipato Sibilia, Abete e Ulivieri. La Fifa vuole un calcio libero, fuori dal controllo della politica e smarcato il più possibile dal Coni. Gravina e la nuova governance, sotto questo profilo, intendono impegnarsi.

23 ottobre 2018 (modifica il 23 ottobre 2018 | 23:29)

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