Elezioni in Brasile, Jair Bolsonaro è il nuovo presidente


confermata la svolta a destra in Brasile. Sar Jair Bolsonaro, 63 anni, ex capitano dell’esercito, il presidente per quattro anni a partire dal prossimo 1 gennaio. Al ballottaggio ha sconfitto Fernando Haddad, candidato del Partito dei lavoratori ed erede di Lula, con oltre 10 punti percentuali di vantaggio: 55,13 contro 44,87%. Difender la Costituzione, la democrazia e la libert, le prime parole del neopresidente: Questa non la promessa di un partito, n la parola vana di un uomo: un giuramento davanti a Dio. E chiss quando Bolsonaro prender in mano il dossier Battisti, come si augurato il ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini, dopo essersi complimentato col vincitore: E dopo anni di chiacchiere, chieder che ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti. Staremo a vedere.

Lo scenario di una svolta conservatrice, con una piattaforma molto esplicita soprattutto sul piano dei costumi, meno definita sull’economia, si andava delineando da qualche settimana, dopo che Bolsonaro aveva fatto il pieno di voti moderati al primo turno, annientando nelle urne i rappresentanti dei partiti tradizionali. La campagna di Haddad nelle ultime settimane ha cercato intanto di allontanare la sua figura da quella di Lula, sempre in carcere a Curitiba per una condanna per corruzione. Allo stesso tempo ha innescato una mobilitazione capillare, soprattutto nelle strade delle grandi citt, allo scopo di scongiurare la vittoria del fascista Bolsonaro.

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Ancora ieri mattina, nelle strade di Rio, capitato di vedere elettori di sinistra che cercavano di convincere gli indecisi e soprattutto chi aveva votato Bolsonaro al primo turno a cambiare idea, fino alla soglia dei seggi. Appelli dell’ultim’ora soprattutto diretti alle donne e alle fasce pi deboli della popolazione. Nei giorni scorsi a favore della candidatura di Haddad sono giunte dichiarazioni di appoggio molto importanti, come ex giudici e procuratori che pure hanno indagato sugli scandali di corruzione, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo non sempre allineati con la sinistra. Tutta la mobilitazione avvenuta al grido di ele no!, lui no!, lo slogan che ha tentato invano di scongiurare un gigantesco passo all’indietro con l’elezione di Bolsonaro, soprattutto per quanto riguarda i diritti civili. E, secondo alcuni, con alcuni rischi da non sottovalutare per la democrazia.

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Il Brasile che esce da questo voto profondamente spaccato. Nel Sud bianco e ricco, il voto a Bolsonaro stato una valanga, lo hanno premiato anche tutte le grandi citt, mentre a Nord e Nordest, le regioni pi povere del Paese, Haddad ha prevalso. l’effetto dei programmi sociali degli anni d’oro di Lula, mentre, per ragioni opposte, il legame di quei governi con la corruzione ad aver costruito un gigantesco voto di protesta. Bolsonaro ha promesso forti tagli alla macchina statale e ai ministeri, ma per avere la maggioranza al Congresso dovr concedere molto a decine di partiti e lobby di interesse.

28 ottobre 2018 (modifica il 30 ottobre 2018 | 11:07)

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